Martedì scorso 9 maggio, insieme ad un gruppo di associati, siamo stati a visitare la mostra “Sub Tutela Dei. Il giudice Rosario Livatino”, presso il Foyer dell’Aula Magna del Palagiustizia di Torino.
L’esposizione, realizzata dalla Libera Associazione Forense (LAF), racconta la storia del giudice Livatino, assassinato dalla mafia nel 1990.
Un uomo dalla grande statura morale e profonda convinzione e condotta cristiana.
Una mostra che ci ha visti partecipi con grande attenzione e commozione, di fronte ad un esempio di grande umanità.
Diceva di sé il magistrato Livatino:
“Il compito dell’operatore del diritto, del magistrato, è quello di decidere, scegliere è una delle cose più difficili che l’uomo sia chiamato a fare. Ed è proprio in questo scegliere per decidere, decidere per ordinare, che il magistrato credente può trovare un rapporto con Dio. Un rapporto diretto, perché il rendere giustizia è realizzazione di sé, è preghiera, è dedizione di sé a Dio. Un rapporto indiretto per il tramite dell’ amore verso la persona giudicata.
E tale compito sarà tanto più lieve quanto più il magistrato avvertirà con umiltà le proprie debolezze, quanto più si ripresenterà ogni volta alla società disposto e proteso a comprendere l’uomo che ha di fronte e a giudicarlo senza atteggiamento da superuomo, ma anzi con costruttiva contrizione.
Ed ancora una volta sarà la legge dell’ amore, la forza vivificatrice della fede a risolvere il problema radicalmente. Ricordiamo le parole del Cristo all’ adultera: “Chi di voi è senza peccato scegli la prima pietra.”; con esse egli ha additato la ragione profonda della difficoltà: il peccato è ombra e per giudicare occorre la luce e nessun uomo è luce assoluta.
Compito del magistrato non deve quindi essere solo quello di rendere concreto nei casi di specie il comando astratto della legge, ma anche di dare alla legge un’anima, tenendo sempre presente che la legge è un mezzo e non un fine”.
Una mostra davvero toccante, una figura di grande esempio, che ci ricorda che la beatitudine non è altro che rimanere “sub tutela Dei, nell’abbraccio di Dio, sotto il Suo sguardo, certi che la carità e la giustizia sono i luoghi dove, ancora oggi, possiamo sperimentare la ricchezza del Bene che è più forte del male.
Ringraziamo, per aver promosso la mostra, la Libera Associazione Forense (LAF) ed uno dei suoi membri, l’Avv. Cristiano De Filippi, nonchè fondatore della Compagnia delle Opere, per averci accompagnati durante la visita.