AL MECSPE il metodo CDO desta interesse

La Compagnia delle Opere, quest’anno, ha voluto sottolineare l’importanza di MECSPE come fiera di riferimento internazionale per l’industria manifatturiera, organizzandosi per la prima volta in uno spazio apposito, la Cdo Networking Business Area.


Tra le numerose imprese Cdo che hanno partecipato alla kermesse bolognese, Nuova Cagifer di Ascoli Piceno, associata Cdo Marche Sud, ha aderito nell’ambito di Opere Prime, sigla che racchiude al suo interno quattro aziende del settore meccanico, tutte associate Cdo e teoricamente concorrenti. A parlarci di questa “esperienza nell’esperienza” è Mauro Canaletti.


Mauro, parlaci dell’esperienza di Opere Prime al MECSPE


“Opere Prime” partecipa al MECSPE da tre anni e, quando qualcuno ci fa notare che noi saremmo delle imprese concorrenti, rispondo che abbiamo scoperto di essere complementari e, a farcelo capire, molto ha contribuito naturalmente lo spirito di cooperazione e condivisione di Cdo. Noi siamo “moltiplicatori di valori”, perché ognuno di noi porta con sé, appunto, quel valore che ci rende, insieme, più attrattivi sul mercato. Il fatto di lavorare insieme ha destato grande interesse in fiera, in fondo è il metodo operativo Cdo.


Com’è stato, per voi, il MECSPE 2023?

 

Noi di Opere Prime partecipiamo come subfornitori, dunque il tema della formazione, digitalizzazione e sostenibilità in chiave 4.0 ci ha interessato molto ma ha influenzato relativamente l’affluenza al nostro stand. Il risultato, comunque, ci soddisfa: per noi, ottanta contatti da sviluppare sono tanti. Nel comparto della meccanica c’è molto movimento, le flessioni fatte registrare di recente hanno stimolato una reazione commerciale, anche in attesa del Pnrr.


Cosa pensi della presenza, per la prima volta, di un’area Cdo al MECSPE?


È stato un segnale importante, in linea con i principi della Compagnia delle Opere, perché con una collettiva anche aziende associate di dimensioni ridotte hanno potuto vivere un’esperienza così importante e formativa com’è il MECSPE. Ci sono stati anche dei seminari Cdo, molto interessanti.


L’amicizia operativa della Compagnia delle Opere che impatto può avere sul comparto della meccanica e, più in generale, sul manifatturiero?


La Compagnia delle Opere dimostra, in qualsiasi ambito le imprese associate si muovano, che “piccolo è bello, perché è insieme”. Le PMI, spesso, hanno delle fragilità intrinseche, Cdo le supera con una condivisione di valori che va al di là del business.


Quando i valori diventano centrali, cosa accade?


Accade che nascono realtà come Opere Prime. Non siamo una cooperativa, non siamo un’associazione temporanea d’impresa, si tratta di un gentleman agreement. A chi, anche in fiera, rimane interdetto perché le nostre quattro realtà, due di Pesaro, una di San Marino e la nostra, non si combattono ma collaborano, rispondo che questo accade perché “noi andiamo a cena ogni tre mesi” e la somma del nostro lavoro, collaborando, non “fa quattro”, ma si moltiplica. Se un macchinario si rompe, un collaboratore specializzato si licenzia, c’è un ordine che uno di noi non può evadere, siamo insieme: è solidarietà ma anche libertà, lavoriamo meno vincolati alla marginalità. La prossima rivoluzione sarà quella delle relazioni.

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