Una comunità energetica si basa sul concetto di autoconsumo collettivo dell’energia. L’autoconsumo collettivo è fatto da una pluralità di soggetti produttori e consumatori che, nel caso specifico delle imprese, fanno parte della stessa stessa cabina elettrica di media/bassa tensione.
Le disposizioni in vigore stabiliscono che i soggetti che partecipano alla CE devono produrre energia destinata al proprio consumo con impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza complessiva non superiore a 200 kW. Per condividere l’energia prodotta, gli utenti possono utilizzare le reti di distribuzione già esistenti e utilizzare forme di autoconsumo virtuale.
La partecipazione alla Comunità Energetica è aperta a tutti gli utenti sotto la stessa cabina elettrica. Pertanto possono farne parte anche soggetti come le imprese. In particolare, queste ultime possono farne parte anche se hanno usufruito degli incentivi per il fotovoltaico per le aziende a patto di averne installato uno dopo il primo marzo 2020. Quest’ultima in particolare è una condizione prioritaria per accedere agli ulteriori incentivi della CE.
Qualora un impresa decida di far parte di una CE: potrà usufruire anche dei seguenti due vantaggi:
– Per promuovere l’utilizzo di sistemi di accumulo e la coincidenza fra produzione e consumo, è stata stabilita una tariffa d’incentivo, cumulabile con gli incentivi per il fotovoltaico per le aziende.
– Per quanto riguarda l’energia condivisa nell’ambito delle comunità energetiche la tariffa incentivante è di 110 €/MWh.
La norma inoltre prevede anche la restituzione di alcune voci in bolletta a fronte dell’evitata trasmissione dell’energia in rete che questi impianti permettono. La somma di tutti i benefici derivanti dalla restituzione delle voci in bolletta ammonterebbe a circa 150-160 €/MWh.
Gianpaolo Graffagnino