APPROFONDIMENTO FINANZIARIO a cura di Francesco Megna
Come
ampiamente previsto arriva il secondo taglio dei tassi di interesse da parte
della BCE dopo la riduzione dello 0,25% del 12 Giugno scorso. Un quarto di
punto in meno anche questa volta, con il tasso sui depositi fissato al 3,50%:
un preciso messaggio agli operatori economici: la strada della riduzione dei
tassi di interesse prosegue senza indugi. La strategia è chiara: è meglio
muoversi lentamente e costantemente in una direzione, anzichè procedere troppo
celermente e dover cambiare direzione lungo il cammino. L’inflazione è parsa
instabile ma alla fine è scesa a un livello abbastanza vicino al 2%, mentre la
crescita economica rimane positiva. Quali sono adesso i principali effetti
sulle famiglie e sui mercati finanziari? L’Euribor, parametro di riferimento
per i mutui a tasso variabile ha anticipato la decisione della BCE e oggi il
tasso si attesta al 3.47%, dando un pò di sollievo a chi ha sottoscritto
finanziamenti a tasso variabile che a inizio anno è arrivato a pagare 65
centesimi in più rispetto ad oggi. Parallelamente calano anche i costi dei
mutui a tasso variabile di nuova erogazione ma in questo periodo si tratta di
un dato irrilevante poichè ad oggi i mutui a tasso fisso rimangono più
convenienti (140 centesimi in meno), garantiscono sicurezza e solidità
finanziaria e incoraggiano una transizione verso un sistema economico più
sostenibile con i mutui green che consentono di beneficiare di condizioni
decisamente competitive. I tassi fissi sono scesi a loro volta ed ora i mutui
più convenienti si attestano tra il 2,4% ed il 3%, valori decisamente più
accessibili rispetto a dodici mesi fa. Cosa succede invece ha chi ha
sottoscritto titoli di Stato? Anche il comparto del credito al consumo
beneficerà del ribasso dei tassi di interesse, ma dai livelli attuali i tassi
caleranno molto lentamente e con una velocità decisamene inferiore rispetto a
quella dei mutui che sono più ricettivi, per quanto concerne il tasso
variabile, alle decisioni della BCE.
Generalmente
a un calo dei tassi di interesse corrisponde un incremento di valore dei titoli
di Stato (BTP) o dei bond a tasso fisso. Questo si verifica allorquando, per
adeguare il rendimento del btp con cedole fisse e quindi superiori al nuovo
tasso di interesse, dovrà aumentare la quotazione. Salgono i prezzi come
conseguenza di un maggior interesse dei risparmiatori per i btp che hanno
mantenuto un flusso cedolare migliore a quello fissato ora dal mercato e
conseguentemente la richiesta di titoli con cedola rilevante fa si che il
valore dei titoli in circolazione tenda a crescere. I BTP piacciono perchè
beneficiano della prospettiva di una BCE pronta a tagliare ancora i tassi
entro la fine del 2024: lo si vede, sul mercato secondario, dall’andamento dei
tassi dei BTP e dallo spread BTP-Bund a 10 anni. Negli ultimi mesi, in
un’ottica di diversificazione molti risparmiatori hanno acquistato BTP a
sette o dieci anni perchè in grado di offrire notevoli rendimenti
considerando l’interesse stabilito in tempi di tassi elevati. Ci sono quindi
due possibilità: vendere i titoli prima della loro naturale scadenza
realizzando una discreta plusvalenza (tassata) o tenerli e incassare le cedole
ogni sei mesi. In attesa di nuovi tagli dei tassi di interesse gli investitori
scelgono investimenti a miglior potenziale di investimento come le obbligazioni
societarie investment grade offrono alcuni vantaggi fondamentali; possono
svolgere un significativo ruolo in veste di strumenti di produzione
di reddito nei portafogli degli investitori; e poi storicamente, la cedola più
elevata elargita dalle obbligazioni societarie rispetto ai titoli di Stato ha
contribuito a controbilanciare il potenziale di performance negative;
inoltre tendono a evidenziare una volatilità dei prezzi notevolmente
inferiore rispetto alle azioni.
In
momenti di elevata volatilità come quelli che stiamo attraversando molto
risparmiatori cercano soluzioni di investimento a capitale garantito come la
polizza vita ramo I che frutta un tasso di interesse in linea con quello
dei titoli di stato a lunga scadenza. Conosciute come polizze
rivalutabili, questi prodotti di investimento sono apprezzati
perché non assoggettano l’investitore alle oscillazioni del capitale versato.
Tassi in ribasso rinvigoriscono i mercati azionari. Per le aziende vuol dire
maggiori investimenti per lo sviluppo, utili in crescita e conseguentemente
dividendi allettanti per gli azionisti. I settori più performanti dopo i tagli
dei tassi di interesse sono soprattutto i ciclici come le utility e i
farmaceutici. Infine per chi ha un orizzonte temporale di breve termine in
questo periodo sarebbe opportuno sottopesare i prodotti di liquidità a favore
di soluzioni con scadenza leggermente più lunga (2/3 anni).