Dalla finanza integrata al dialogo con gli algoritmi: così la società marchigiana accompagna le imprese in un percorso di crescita consapevole
Nel Centro Sud Italia opera da trent’anni una realtà che ha fatto dell’accompagnamento alle piccole e medie imprese la propria missione. Si chiama COSVIM, associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud. e non è solo una società di consulenza: è un partner strategico, capace di coniugare visione d’insieme, esperienza tecnica e profondo radicamento nel territorio.
Fondata nel 1994, COSVIM nasce come consorzio fidi. «All’epoca — racconta il presidente Massimo Valentini — l’accesso al credito era fortemente legato alla presenza di garanzie. Oggi il contesto è completamente mutato: la digitalizzazione prima e l’intelligenza artificiale poi hanno trasformato radicalmente i criteri con cui viene valutata un’impresa». La valutazione creditizia, una volta personale e basata sul rapporto diretto con la banca, è ora affidata a modelli algoritmici che si basano su dati puntuali e proiezioni predittive.
Questo cambiamento ha reso più difficile per molte aziende, soprattutto le più piccole, ottenere credito. «Nel solo 2024, il segmento delle PMI ha subito una restrizione del credito del 7%», evidenzia Valentini. La causa? L’incapacità di rappresentare in modo adeguato la propria situazione economico-finanziaria.
Finanza integrata e consulenza continuativa
Ed è qui che entra in gioco l’approccio COSVIM, che si definisce finanza integrata d’impresa. Come spiega Simone Frasson, amministratore delegato: «Non ci limitiamo a fare da intermediari tra impresa e banca. Il nostro obiettivo è aiutare l’imprenditore a comprendere come il sistema finanziario lo vede, quali sono i punti di forza e debolezza, e quali strumenti sono più adatti a soddisfare il suo fabbisogno».
COSVIM costruisce percorsi su misura che combinano controllo di gestione, pianificazione, accesso al credito ordinario e straordinario, finanza alternativa (come minibond, crowdfunding, factoring digitale), percorsi ESG e molto altro. L’approccio è personalizzato, relazionale, strategico. «Non vendiamo prodotti, costruiamo percorsi», sintetizzano.
Nel tempo, COSVIM ha consolidato rapporti con il sistema bancario e con numerose piattaforme fintech. Questo consente alla struttura di proporre soluzioni articolate, spesso anche fuori dai canali tradizionali, capaci di affrontare sfide complesse come crisi di liquidità, sviluppo di nuovi progetti o ristrutturazioni.
Un ponte tra impresa e algoritmo
Il lavoro parte sempre da una fotografia dell’azienda, come spiega Alessandro Schiavoni, responsabile istruttorie: «Analizziamo la centrale rischi, i bilanci, il rating del Mediocredito Centrale, eventuali anomalie. Poi spieghiamo all’imprenditore esattamente come viene visto dal sistema finanziario. E spesso rimane sorpreso: positivamente o negativamente». Non di rado, emergono errori o segnalazioni errate che l’azienda ignorava. COSVIM interviene anche su questo fronte, aiutando a sanare la posizione e migliorare l’interlocuzione con il sistema.
Oggi, avere un bilancio in ordine non basta più. Servono business plan aggiornati, controllo costante degli indicatori, piani finanziari previsionali. E serve anche un cambiamento culturale. «L’obiettivo — conclude Valentini — è far evolvere la gestione finanziaria delle imprese, renderla più consapevole, pianificata, coerente. Solo così potranno continuare a dialogare con il sistema finanziario, che è molto stringente con i criteri di valutazione adottati».
COSVIM crede nella consulenza continuativa, nel presidio costante. È un alleato che non si limita a “risolvere un problema”, ma accompagna le imprese nel tempo, nelle fasi di crescita e trasformazione. Anche per questo, ha avviato una convenzione con la Compagnia delle Opere Marche Sud, offrendo servizi potenziati a condizioni agevolate, come il confronto dei principali indicatori di bilancio con quelli dei competitor.
In un’epoca in cui l’accesso al credito è più selettivo che mai, COSVIM è un presidio di competenza e fiducia. Perché i numeri servono, ma saperli leggere, prevedere e comunicare è ciò che fa davvero la differenza.