APPROFONDIMENTO FINANZIARIO a cura di Francesco Megna
Capita frequentemente di ricevere notizie relative
a truffe o furti di identità digitale. I cyber-criminali e i tradizionali
malviventi, in possesso di importanti competenze informatiche, entrano
nei computer con l’obiettivo di forzare i sistemi informatici
di imprese e privati, bloccare l’accesso ai dati o danneggiarli, per
poi minacciare la vittima ed estorcere denaro. Basta pensare che
negli ultimi cinque anni gli attacchi andati a buon fine con
finalità di tipo di malware che limita l’accesso del dispositivo che
infetta, richiedendo un riscatto da pagare per rimuovere la limitazione, sono
più che triplicati. I ransonware sono stati la prima
minaccia lo scorso anno con il 25% degli attacchi. La risposta del
mondo assicurativo a questa situazione è stata lungimirante se si
osserva la crescita mensile dei premi assicurativi, giunti oltre il 100%
negli ultimi mesi del 2022. In deciso aumento anche le caratteristiche
delle coperture, con incrementi nei tassi di retention soprattutto per quanto
riguarda le PMI. Più in generale, la partecipazione al mercato assicurativo per
la categoria di rischio cyber tende a crescere con la
dimensione dell’impresa . In particolare, il tasso di assicurazione delle
imprese più piccole (con un numero di dipendenti compreso tra 20 e 50) è
inferiore di 20 punti percentuali a quello delle imprese con oltre 250
dipendenti. In ogni caso, con la ‘nuova normalità’ caratterizzata da modalità
di lavoro in alternanza casa-ufficio e il continuo aumento degli attacchi,
molte aziende hanno intrapreso o rafforzato gli investimenti in
sicurezza informatica. Di fronte ad una crescita continua delle
minacce il 30% delle imprese rileva un ulteriore aumento degli
attacchi informatici nell’ultimo anno, che va a sommarsi a quello
rilevato lo scorso anno. Si tratta di un dato rilevante : per fare dei
confronti parliamo di una frequenza di sinistri di quasi il 5%
paragonabile a quella del settore RC auto, dove la polizza è del
resto obbligatoria per difendere chi circola in strada. Una vera e
propria preoccupazione in cui la sicurezza informatica è oramai divenuta
la principale priorità di investimento nell’ambito dei servizi digitali. Oltre
il 50% delle nostre imprese ha presentato un piano di formazione articolato
sulle tematiche di cybersecurity e data protecion destinato a tutti i
dipendenti mentre il 10% circa punta sulla formazione di specifiche attività
più a rischio. Nel 20% dei casi sono state attivate azioni di coinvolgimento
meno articolate e saltuarie. In questo contesto si registrano anche coperture
destinate ai privati. ne esistono parecchie, che coprono, con diverse
caratteristiche, il rischio cyber della clientela privata. Nella maggior parte
dei casi è previsto un massimale per riattivazione apparati domestici, oppure
un forfait indennitario nel caso di sottrazione di soldi in caso di pishing
(ovvero un crimine che inganna le vittime inducendole a condividere
informazioni sensibili quali password e numeri di carte di credito). Quasi
tutte le polizze sul mercato coprono la tutela legale. Poche invece quelle che
coprono la responsabilità civile in caso di violazione del diritto alla
riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata.