H-For, l’impresa che umanizza le imprese

Locandina intervista a Graziella Boi

H-For, azienda associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud, nasce a Torino come emanazione di un’associazione di promozione sociale, HER, impegnata nella ricerca scientifica applicata nei contesti del lavoro, della scuola e dello sport. L’obiettivo, fin dall’inizio, è stato quello di contrastare nuove forme di povertà – non solo economiche, ma anche culturali e sociali – introducendo modelli di pedagogia naturale. Con il tempo, l’esperienza si è estesa alle aziende, considerate da H-For come “organismi viventi che respirano e si muovono nel territorio”.

“Ci siamo concentrati, come derivazione della HER, sulla “H” di “Human”. Il nostro approccio – spiega Graziella Boi, presidente del Cda e amministratrice delegata – è quello di partire sempre dalle persone, dal loro valore a supporto del quale utilizza un modello definito della complessità, nato dall’applicazione delle medicine tradizionale al sistema della gestione HR. Pensare agli individui come standard, ritenendo che l’autenticità possa essere indicatore di “normalità” non solo è sbagliato ma decisamente anacronistico. L’impresa è fatta di persone, ognuna con la propria individualità, unicità e in questi sistemi convivono diversità culturali, comportamentali e formative che vanno comprese e gestite”.

Un ambito particolarmente delicato su cui H-For lavora è quello dei plusdotati: ragazzi o adulti con intelligenza superiore alla media che spesso non vengono riconosciuti come talenti, ma percepiti come problematici. “Nel 70% dei casi i test rivelano una plusdotazione nascosta. Purtroppo, queste persone si portano dietro un vissuto di incomprensione, spesso già a partire dalla famiglia e dalla scuola. Aiutiamo le aziende a riconoscerli e valorizzarli, trasformando una fragilità in risorsa”.

La metodologia adottata è concreta ed empirica, sempre legata alla pratica. Boi ricorda con orgoglio un intervento in un’azienda di carpenteria del cuneese: “Regnava il disordine assoluto, tanto che spesso avrebbero preferito comprare nuovi attrezzi perché era impossibile ritrovarli. Abbiamo iniziato eliminando il superfluo e riorganizzando gli spazi. È stato un percorso di umanizzazione che ha ridotto le ore di lavoro, migliorato l’efficienza e restituito dignità alle persone”.

Le Marche rappresentano oggi un territorio strategico per H-For. Dopo un primo progetto con la rete RID, è arrivata la collaborazione con Adriatica Oli, all’interno della quale c’è oggi la sede marchigiana di H-For: un’iniziativa di riorganizzazione interna finanziata da Fondimpresa per circa 243.000 euro, a fronte di un investimento di Economia Circolare che ha coinvolto tutti i livelli aziendali. “Adriatica Oli è una delle realtà in cui è stato possibile fare un vero lavoro di umanizzazione – sottolinea Boi – perché erano già aperti e attenti alle persone. Il nostro compito è stato accompagnarli in un processo di crescita condivisa”.

L’ingresso nella Compagnia delle Opere Marche Sud è avvenuto nel 2024 e ha consolidato questo legame. “Abbiamo trovato un approccio umano che ci ha convinti. È un contesto in linea con i nostri valori e la nostra vocazione, che ci stimola a lavorare per preservare le tipicità e le maestranze locali, conciliando tradizione e innovazione”.

Uno sguardo è rivolto anche al futuro, con l’intelligenza artificiale. H-For l’ha portata al centro di un evento a Civitanova Marche – Agorà, convinta che sia una risorsa: “L’AI può facilitare la trasmissione dei saperi e sostenere il passaggio generazionale. I giovani sono più vicini a queste tecnologie e, se ben integrate, possono diventare uno strumento prezioso per dare continuità ai saperi, anche in una chiave di progresso contribuendo non poco a rendere decisamente più umani i contesti di lavoro recuperando principalmente un valore: il tempo. H-For è promotrice del lavoro valutato sui risultati e non ore x valore ora. L’intelligenza umana va stimolata anche con uno strumento come l’intelligenza Artificiale”.

“Il nostro approccio – conclude Boi – è semplice: non abbiamo nulla da insegnare, ma partiamo sempre dal rispetto di ciò che c’è. L’azienda è fatta di persone, e quando si riparte da lì tutto diventa possibile”.