Il futuro del Welfare aziendale è “in rete”

Giordana Camerata è la referente sul “Welfare” e la “Parità di Genere” per la Compagnia delle Opere Marche Sud: è una Welfare Specialist che analizza l’evoluzione del concetto di welfare aziendale e ne promuove la cultura.


Giordana, com’è cambiato negli anni l’approccio al welfare da parte degli imprenditori?

Il Welfare aziendale ha beneficiato negli anni innanzitutto di un’evoluzione normativa, perché il legislatore ne ha capito l’importanza ed ha facilitato l’inserimento di numerosi servizi aggiuntivi, rendendoli anche convenienti per l’imprenditore sotto il profilo economico.


Che ruolo ha avuto la pandemia?

I fenomeni che noi vediamo oggi chiaramente, soprattutto nella tendenza delle nuove generazioni a scegliere il lavoro in base alla presenza di un’atmosfera positiva, alla possibilità reale di crescita personale e professionale e ai benefit aziendali, riducendo in sostanza l’importanza della retribuzione, non sono iniziati con il Covid ma hanno avuto dalla pandemia un’accelerazione. Dunque, adesso le aziende sono ancora più impegnate, con politiche di marketing esterno ed interno, a comunicare il fatto che stanno progressivamente rivedendo la loro offerta lavorativa, attuando strategie mirate a migliorare il benessere delle persone in azienda.


Adesso, quindi, esiste in Italia una cultura del welfare

Esiste, in Italia e nelle Marche, una percentuale crescente di aziende che ha compreso di dover diventare un’organizzazione più resiliente, adattabile e creativa, in grado di essere attrattiva nei confronti dei lavoratori e lavoratrici e di ispirare fiducia, empatia: questo si ottiene con strategie di welfare strutturate, che danno quale risultato minor assenteismo, più produttività, un clima disteso e collaborativo in azienda. Senza dimenticare le ricadute positive sullo sviluppo socio-economico del territorio in cui opera un’azienda che si occupa veramente di benessere dei propri dipendenti, attraverso il coinvolgimento delle cooperative e degli enti del Terzo Settore.


Qual è il futuro del welfare aziendale?

Il futuro è “in rete” e non mi riferisco tanto alla digitalizzazione ma al sistema di welfare sul territorio: un’azienda, da sola, con il suo progetto di welfare, può fare abbastanza per i propri dipendenti ma relativamente poco per il tessuto socio-economico in cui si trova. Quando la maggior parte delle imprese che insistono su un determinato territorio si mette “in rete”, elabora dunque un progetto di welfare che le coinvolga tutte contemporaneamente: pensiamo a quanto potrebbe essere più efficace ed utile un servizio interaziendale, ad esempio un asilo aperto anche alla comunità locale, magari gestito da una cooperativa. Perché il welfare aziendale dev’essere flessibile, i bisogni dei dipendenti cambiano in base alle fasi della loro vita, mettere insieme risorse aiuta a garantire questa mobilità.


Come fa la Compagnia delle Opere a contribuire alla diffusione della cultura del welfare?

La Compagnia delle Opere, per definizione, è un’amicizia operativa, dunque noi agiamo, nel concreto, organizzando momenti di condivisione delle esperienze e delle opportunità concrete: la creazione di reti, lo stimolo a crearle è innato in Cdo. Di recente, ad esempio, la Regione Marche ha emesso il primo bando che prevede una premialità del 2% per chi attiva progetti di welfare aziendale e Cdo Marche Sud deve innanzitutto fare da cassa di risonanza per eventi di questo tipo. Ci sono i webinar ed i corsi, che abbiamo già attivato e continueremo a realizzare, ci sono i tavoli di discussione con gli imprenditori, c’è soprattutto la Cdo Marche Sud che supporta le aziende associate per capire da dove iniziare, per fare un progetto di welfare: basta scrivere a segreteria@cdomarchesud.it  


Poi, il welfare aziendale è uno dei presupposti per la certificazione dell’impegno aziendale in ambito sociale, che a sua volta è importante per il rating ESG. Tra gli obiettivi sociali, c’è anche la parità di genere ed anche qui Cdo Marche Sud ha numerosi progetti da realizzare.

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