Vittorio Sabbatini ci racconta l’impegno di Devolux nella realizzazione di software personalizzato: “in futuro, punteremo sulle idee al servizio della consulenza”.
Navighi in Rete e scopri un sito, quello di Devolux, che domanda invece di proporre soluzioni, chiede di descrivere un’idea invece di mostrare dei prodotti, che quale unica promessa ha quella di “disegnare il tuo futuro”. Sembra una scelta semplificatrice, è invece una scelta di campo. A parlarcene è Vittorio Sabbatini, responsabile dell’azienda associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud.
“Sono uno sviluppatore – ci dice Vittorio – che ha poi convertito le sue conoscenze verso la progettazione e l’analisi tecnica. Lavoro con Devolux all’analisi, progettazione e sviluppo di software personalizzato e, all’interno di Stardata, altra azienda familiare, per la progettazione e sviluppo in modo specifico di software per i test di laboratorio in diversi settori medicali, dalla microbiologia all’oncologia, dall’ematologia all’anatomia patologica”.
Un’attività che permette a Vittorio di coprire segmenti di mercato diversificati, che vanno dal medicale all’industriale e al sociale: Devolux, infatti, ha già realizzato gestionali per le aziende, allo scopo di interfacciare produzione, controllo qualità e amministrazione, oppure piattaforme personalizzate per il bike sharing, marketing place per vendita di licenze software e anche sistemi basati su modelli olografici per assistere gli operatori nell’assemblaggio di pezzi di ricambio. Stardata, d’altro canto, è in grado di produrre software che mettono in comunicazione centinaia di strumenti di laboratorio, “i quali, soprattutto dopo la pandemia, devono analizzare giornalmente migliaia di campioni”.
Le due aziende familiari seguono un modello lavorativo che mette in relazione reti di professionisti, “al momento quattro per Devolux e sei per Stardata” e questo sistema si sta dimostrando, di per sé, molto efficiente, dal momento che “ad esempio, quasi cinquanta laboratori italiani e dieci in Francia adottano i nostri sistemi che si interfacciano con i Laboratory Information System e con gli strumenti del laboratorio che analizzano i campioni. Sono prodotti “ad hoc”, in media i nostri ipotetici competitors producono strumenti e aggiungono i software, noi lavoriamo “a monte” della strumentazione”.
Anche le interfacce “non medicali” sono fortemente sfidanti, “basti pensare alla necessità di far funzionare, nelle procedure, elementi informatici, meccanici e strutturali di un sistema di bike sharing in località in cui già la normale connessione web è difficoltosa: ci riusciamo con la giusta dose di creatività”.
Creatività è esattamente la “parola d’ordine” che ispirerà Devolux e Stardata nell’immediato futuro, “in cui pensiamo ad una convergenza tra le due aziende, con Devolux che diventerà la componente interna capace di ideare prodotti basati su proprie valutazioni dei trend di mercato, per rivenderli anche in proprio, punteremo sulle idee al servizio della consulenza”, una rivoluzione copernicana rispetto all’attuale organizzazione commerciale.
Il passaggio è “dovuto al fatto che, qualsiasi possa essere il nostro rapporto con i clienti, dopo averli seguiti nella progettazione e sviluppo, arriva sempre il momento in cui bisogna passare a loro le conoscenze, qualificare il loro personale.
Meno consulenza, dunque, più spirito creativo: resta la “rete”, come filosofia di lavoro e vita, un punto di contatto tra Vittorio e il fatto che Devolux sia associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud: “Qualche mese fa sono stato “catturato” in Cdo da Ludovico Genna, un validissimo professionista con il quale siamo d’accordo sul concetto che fare rete e condividere le professionalità nel territorio è un valore estremamente importante: si tratta dello stesso valore che mi ha spinto a entrare in Cdo, in quanto negli associati ho trovato persone davvero interessanti e sono sicuro che la mia partecipazione, oltre a portare il mio piccolo contributo, mi possa arricchire molto come professionista e come persona”.