Silvia Grassetti ci racconta il suo lavoro da consulente: al centro gli individui, alla base la curiosità.
“Porto alla luce, tolgo il velo a qualcosa che esiste già: il talento delle persone”. Il nome che, da gennaio 2024, Silvia Grassetti ha dato alla sua Consulting Aletheia, associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud, va dunque inteso non tanto nell’accezione che diede al termine Platone (ἀ–λήθεια, “il non essere nascosto”, dunque la verità) ma nel modo in cui il filosofo Heidegger la interpretò, come rivelazione.
Silvia, con un passato da Export Manager, Project Manager nel settore edilizia e poi anche in altri settori, ha deciso di trasformarsi gradualmente, dal 2009, in “consulente nella gestione del capitale umano, definizione in cui la parola “capitale” a mio avviso è più corretta di “risorsa” perché quest’ultima, per sua natura, si esaurisce mentre il capitale si può sempre accrescere, se si investe in tal senso. Il lavoro di “disvelamento” è biunivoco: rivelo le capacità di una persona al potenziale datore di lavoro o alla potenziale datrice di lavoro e viceversa. Il circolo virtuoso si realizza quando riusciamo a focalizzarci non solo sulla professionalità, ma sulle caratteristiche dei candidati, delle candidate, degli imprenditori, delle imprenditrici e delle aziende. La crescita è duratura se è reciproca”.
Il settore dell’edilizia, per Aletheia Consulting, non è dunque l’unico ma è “stato fondamentale per costruire solide basi di crescita per me, dal momento che in edilizia si trova una varietà di realtà imprenditoriali e di professionalità che sono altamente formative per tutti gli altri mercati”.
Le sfide più impegnative che Silvia ha conosciuto fanno capo a importanti aziende nazionali e multinazionali, per le quali una consulting è chiamata non tanto a confrontarsi con le figure responsabili delle “risorse umane” delle imprese ma a creare un vero e proprio “ambiente operativo” che possa accogliere e far sentire a proprio agio intere squadre di lavoratori e lavoratrici: “quando il mio compito è quello di fare in modo che sessanta persone, anche solo per un periodo limitato di tempo, debbano occuparsi di una determinata manutenzione e poi vengano in parte sostituite da altre persone, bisogna…disvelare anche la capacità di ogni persona di interagire, fare gruppo, creare una coesione positiva per se stessi e per il committente e anche dei controlli periodici”.
Forte della sua multipotenzialità, quella capacità di avere più interessi che definiamo spesso “curiosità intellettuale”, Silvia ha una visione globale del mondo del lavoro “in cui, oggi, collaboratori e collaboratrici vanno fidelizzati” e ci parla anche di quella “migrazione buona” che ha messo per ora l’edilizia e altri settori produttivi italiani al riparo da una mancanza di lavoratori e lavoratrici certificata dall’andamento demografico e che, in futuro, subiremo se non saremo attrattivi come sistema Paese, “anche se l’andamento non è uniforme e a mio avviso, ad esempio, l’edilizia ha una situazione migliore del comparto agroalimentare”.
La centralità della “persona” come soggetto attivo del processo di identificazione del lavoro “giusto”, come individuo tridimensionale di cui Silvia cerca di capire attitudini e personalità, è il nesso, il legame molto forte che l’ha portata a interagire, da tempo, con la Compagnia delle Opere.
“Se è vero – conclude la titolare di Aletheia Consulting – che sono associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud dall’inizio di quest’anno, ho però una lunga storia con Cdo. Nelle Marche, all’incirca quindici anni fa, iniziai a lavorare con alcuni associati a un progetto che si chiamava “Edil For You” ma ero sponsor di Cdo Nazionale e conobbi altre sedi in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna. Ho con Cdo in comune l’attenzione per le persone: non esistono le aziende, esistono le persone e questo nella Compagnia delle Opere è assolutamente evidente. Il valore aggiunto di farne parte è quello umano”.