La cooperativa “del sorriso”

Locandina intervista Vincenzo Bottone

Vincenzo Bottone ci parla delle tante attività della Cooperativa di Lavoro “La Cascina”, nel segno del valore sociale del lavoro.

“Il Papa del sorriso”: questo era uno degli appellativi più usati per il Beato Giovanni Paolo I che, sebbene sia stato pontefice per soli trentatré giorni, ha un legame molto forte con la Cooperativa di Lavoro “La Cascina”, che è affiliata alla Compagnia delle Opere Marche Sud.

“Fu il Cardinale Albino Luciani a dare alla nostra cooperativa un iniziale, concreto sostegno – ricorda il direttore delle filiali Abruzzo, Marche e Umbria del Gruppo, Vincenzo Bottone – perché subito dopo la nostra costituzione, proprio nel 1978, ci regalò un assegno di 70.000 lire per acquistare le prime pentole e i primi utensili per la nostra cucina, a Roma”.

La cooperativa nacque per ragioni molto concrete: preparare pasti per gli studenti e le studenti fuori sede a Roma. A unirsi furono i genitori, i ragazzi e le ragazze di Roma che sperimentavano quotidianamente le difficoltà dei compagni e delle compagne di facoltà. I primi volontari e le prime volontarie decisero così di “farlo di mestiere” e venne creata una mensa universitaria. Con i fondi donati da Giovanni Paolo I, partì dunque una storia imprenditoriale che ha avuto, nel compianto Don Giacomo Tandardini, la sua guida spirituale e che interessa, oggi, 14.000 persone delle società aderenti al Consorzio “La Cascina” su tutto il territorio nazionale: 6.000 di loro fanno parte della Vivenda SpA, impegnati a preparare più di 36 milioni di pasti ogni anno.

“Ora – prosegue Vincenzo – “La Cascina” è una holding che ha consolidato la sua attività nei settori della ristorazione collettiva e del global service grazie alla “Vivenda SpA”. All’interno del Consorzio La Cascina ci sono oggi nuove realtà specializzate in diversi settori: La Cascina Costruzioni per edilizia e grandi opere pubbliche; a lei afferisce la NOS, azienda che si occupa di progettazione e realizzazione di segnaletiche, arredi e comunicazione; la Medihospes, cooperativa sociale impegnata nei settori sanitari, dell’emergenza sociale, dell’assistenza ai minori, dell’immigrazione”

La diversificazione operata non solo ha rafforzato il rapporto con gli enti pubblici e i privati ma, “permette alla Cooperativa di continuare a svilupparsi, qualora in uno di questi settori ci fossero delle flessioni, penso ad esempio alla diminuzione del lavoro nella ristorazione durante la recente pandemia”.

Invece, la presenza capillare sul territorio “è necessaria per interpretarne le esigenze, che ovviamente variano. Nelle Marche, ad esempio, abbiamo contribuito alla diffusione di una cultura del servizio socio-sanitario e socio-assistenziale, che per motivi storici non era sviluppato. Ora siamo presenti con servizi di assistenza anziani, ristorazione e gestiamo anche un centro Montessori”.

Il futuro della cooperativa, considerando anche i trend demografici che renderanno sempre più necessari determinati servizi assistenziali, sembra avviato verso un deciso sviluppo in cui “La Cascina” cercherà nuove strutture che possano fungere da “centri di cottura” e rafforzare il rapporto soprattutto con la clientela privata: “Al di là di qualsiasi ipotesi, il nostro obiettivo sarà sempre quello di salvaguardare le persone e i posti di lavoro: così potremo sempre conciliare la responsabilità sociale che sentiamo nostra con la dimensione imprenditoriale”.

Le persone sempre al centro, dunque, per continuare a essere, come da quasi cinquant’anni accade, la cooperativa “del sorriso”.