Le PMI cambieranno grazie all’advertising digitale

Locandina intervista a Lorenzo Ferracuti

Lorenzo Ferracuti ci parla del suo ruolo di consulente, in un mondo che si trasforma e tra aziende che devono cambiare strategia.

Nella jungla del digitale, l’unica certezza è il cambiamento.
Cambiano ogni giorno le “regole del gioco” e, dal lontano 2007, che è convenzionalmente riconosciuto come l’anno del decollo dei social, aumenta la necessità di investire online ma aumentano anche gli investimenti necessari.

In questo contesto, consulenti come Lorenzo Ferracuti, associato Cdo Marche Sud, sono fondamentali: “La mia mission è molto chiara, aiuto imprenditori e imprenditrici, piccole e medie imprese, start-up a crescere nel digitale, con un focus specifico su Google Ads. E-commerce e per l’acquisizione dei contatti. Ho scelto una formazione molto approfondita in tal senso, la facoltà “Scienze di Internet” all’Università di Bologna. Tornato nelle Marche, mi sono occupato a lungo di marketing digitale in alcune agenzie di comunicazione”.

La decisione di diventare un consulente indipendente sta dando, dopo solo un anno e mezzo, dei risultati sorprendenti: solo nel 2023, Lorenzo ha lavorato su ventiquattro progetti di diverse nicchie di mercato, da abbigliamento e scarpe a prodotti per la casa, vino e alcolici su tutto il territorio nazionale.

“La presenza delle start-up e soprattutto delle piccole e micro imprese su Google è necessaria – prosegue Lorenzo – perché da tempo questo motore di ricerca ha cessato la sua funzione primaria di…semplice motore di ricerca! Oggi, Google risponde anche alle domande non consapevoli di chi naviga: in combinazione con YouTube, contribuisce a far emergere i bisogni inconsci dei consumatori e delle consumatrici. Qualora la start-up non rispondesse ad un bisogno immediato dell’utente, consiglio invece di investire più su Meta, poiché i social hanno caratteristiche differenti”.

Lorenzo gestisce le sue consulenze attraverso tre fasi: l’analisi strategica, che include indagini sullo storico del cliente ma anche dei competitor, un focus strutturale sugli strumenti eventualmente già operativi, sul posizionamento, sui dati di tracciamento a disposizione; la creazione di campagne pubblicitarie “realizzando dei test, per ottimizzarle”; il monitoraggio dei risultati per migliorare i tassi di conversione.

Le Marche “hanno un grande potenziale, ma c’è bisogno anche di sensibilizzare gli imprenditori e le imprenditrici al digitale. Basti pensare che, in alcuni casi, ho conosciuto realtà per le quali “fare e-commerce” significa mettere online un sito senza investire in pubblicità. Ci sarebbero molti bandi, ma a loro volta sarebbe necessaria in azienda un’attività strutturale che riesca ad intercettarli, spesso anch’io li segnalo alle figure responsabili di progetto. Poi, c’è anche un problema culturale, il digitale viene vissuto ancora come una spesa, non come un investimento. Di certo, su Google o Meta non si può scendere al di sotto di precisi budget annui, pena la non visibilità, per non parlare del fatto che la pubblicità online non esclude, anzi integra quella tradizionale”.

Di certo, le aziende devono “entrare nel digitale, perché c’è un’evoluzione continua alla quale adeguarsi: le PMI cambieranno grazie all’advertising digitale. Il mio ruolo, a sua volta, presto non sarà più lo stesso soprattutto perché prevedo una forte influenza dell’Intelligenza Artificiale. Dunque, i/le consulenti avranno responsabilità strategiche maggiori e compiti operativi minori: questi ultimi saranno gestiti dall’AI. La perdita dei “cookies” aumenterà il peso dei “dati proprietari”, le piattaforme verticali prenderanno il sopravvento, immagino un’evoluzione di Instagram e Tik Tok, il cui modello di linguaggio risponde meglio alla richiesta di una comunicazione forse più superficiale ma di certo più rapida”.

L’ingresso in Cdo Marche Sud “è stato il frutto di una chiacchierata con il mio collega, Ludovico Genna, che mi ha molto incuriosito. Credo che in questa associazione si possa fare network e si possa portare la propria esperienza imparando dagli associati e dalle associate”.