A beneficiarne saranno le oltre 600 mila persone assistite dai 1.506 enti assistenziali convenzionati con la Fondazione Banco Far¬maceutico in tutta Italia
«Di fronte ad una crisi economica che colpisce sempre di più famiglie ed anziani, siamo convinti che iniziative come la Giornata di Raccolta possano essere per tutti l’occasione di donare speran¬za a chi l’ha persa, con un gesto semplice come la donazione di un farmaco». Così Paolo Gradnik, presidente della Fondazione Ban¬co Farmaceutico onlus, introduce la XIV Giornata di Raccolta del Farmaco che si terrà in tutta Italia sabato 8 febbraio 2014.
Recandosi nelle farmacie che aderiscono all’iniziativa, si potrà acquistare e donare farmaci da automedicazione che verranno destinati alle persone in stato di povertà su tutto il territorio nazionale.
La Giornata, che ha come slogan “Dona un farmaco a chi ne ha bisogno”, è realizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus in collaborazione con Federfarma e CDO Opere Sociali e si terrà in oltre 3400 farmacie distribuite in 94 province e in più di 1.200 comuni. Quest’anno la raccolta si svolgerà per la prima volta anche a Crotone, Arezzo, Caserta, nella provincia autonoma di Bolzano e nella Repubblica di San Marino. Sabato 8 febbraio, nelle farmacie che esporranno la locandina della Giornata di Raccolta del Farmaco, oltre 14.000 volontari accoglieranno i cittadini che vorranno aderire all’iniziativa. A beneficiare della raccolta saranno le oltre 600.000 persone che quotidianamente vengono assistite dai 1.506 enti assistenziali convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico in tutta Italia.
«I dati sull’aumento della povertà sanitaria in Italia – aggiunge Gradnik – sono drammatici, con un incremento del 60% in 5 anni e il coinvolgimento di oltre 4,8 milioni di persone che materialmente non hanno la possibilità di acquistare i medicinali, nemmeno quelli che necessitano di prescrizione medica».
«Sabato 8 febbraio – conclude Gradnik – siamo chiamati tutti a compiere un gesto di responsabilità e di solidarietà. Possiamo superare la crisi la solo facendo rete e sostenendo quanti sono in difficoltà e meno fortunati».