Umano Sentire

Tutti quanti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo trovati ad immaginare un futuro in cui le macchine prendono il sopravvento sull’uomo. Il rapporto tra uomo e macchina è uno dei temi più delicati e complessi della nostra epoca, motivo per cui non si deve perdere occasione di approfondire e ascoltare gli esperti, gli unici capaci di guidarci verso un uso positivo dell’intelligenza artificiale.

 

Durante l’incontro “Intelligenza Artificiale vs Umano Sentire”, andato in scena al teatro di Porto San Giorgio, sono emersi diversi spunti di riflessione in tal senso. Nonostante sia ancora remota la possibilità che l’intelligenza artificiale arrivi a superare l’uomo, come rassicurato dal professore e presidente della Compagnia delle Opere Marche Sud Emanuele Frontoni, la paura rimane. L’esperta di psicologia dello sviluppo Daniela Lucangeli, mettendosi abilmente nei panni di ognuno di noi, si è detta speranzosa e preoccupata allo stesso tempo.

 

La speranza deriva dalle enormi potenzialità positive insite nell’intelligenza artificiale, mentre la paura trova le sue radici più profonde nell’intelligenza primordiale propria dell’uomo, quella stessa che lo mette in guardia da un possibile pericolo. Ma da cosa nasce questo pericolo? Sembrerebbe proprio dall’incapacità dell’uomo di usare bene l’IA e dall’assenza di educazione in quest’ottica.

 

Cosa possiamo fare per colmare questa discrepanza? Non ha alcun senso cercare di bloccare il progresso, la ricerca e l’evoluzione, ma è molto più utile e necessario cercare di indirizzare lo sviluppo tecnologico verso un miglioramento significativo della vita dell’uomo. L’educazione e la sensibilizzazione sono le sole vie perseguibili per una futura società digitale libera da problematiche.

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