Andrea Ninivaggi descrive il ruolo del consulente finanziario tra relazione, mercati instabili e nuove tecnologie
Quando Andrea Ninivaggi parla del suo lavoro, il punto non è mai soltanto investire. Il punto, prima ancora, è proteggere. Proteggere ciò che una persona, una famiglia o chi fa impresa ha costruito nel tempo, difenderlo dalle scelte affrettate e dargli una direzione coerente con gli obiettivi di vita e di impresa.
Andrea Ninivaggi, associato alla Compagnia delle Opere Marche Sud, svolge questa attività dal 1993 e da dieci anni opera in Banca Generali. In oltre trent’anni di esperienza ha visto cambiare mercati, strumenti, linguaggi e abitudini. Ma una cosa, secondo lui, non è cambiata: nei momenti più delicati le persone non hanno bisogno soltanto di una soluzione finanziaria, hanno bisogno di una guida. Perché la vera differenza non sta nell’acquisto di un prodotto, ma nella qualità dell’assistenza continua, nella capacità di leggere il contesto e di pianificare con lucidità esigenze aziendali e familiari.
Il suo focus principale è la tutela del patrimonio. È da qui che parte ogni ragionamento. Non dalla rincorsa al rendimento fine a sé stesso, ma dalla costruzione di un equilibrio solido tra liquidità, investimenti, obiettivi personali, protezione della famiglia e visione di lungo periodo. In un’epoca in cui le informazioni arrivano senza sosta e spesso spingono a reagire di impulso, Andrea considera essenziale restituire ordine, prospettiva e metodo.
La sua storia professionale inizia nei primi anni Novanta, in una fase in cui la figura del consulente finanziario era ancora poco conosciuta e stava muovendo i primi passi. “Ho cominciato nel 1993, quando si parlava di promotori finanziari. Era un’attività per molti aspetti pionieristica, e mi affascinava la possibilità di lavorare in modo autonomo, con una logica imprenditoriale. Avevo 24 anni e vedevo in questo lavoro l’opportunità di costruire il mio futuro, ma anche di offrire risposte concrete a bisogni reali, affiancando nel tempo i/le clienti nelle loro scelte più importanti”.
“Oggi sono un Consulente Finanziario di Banca Generali, istituto primario che rappresenta una realtà di riferimento nel private banking e nel wealth management, con competenze distintive nell’asset management e nella consulenza evoluta. All’interno del Gruppo Generali, svolge un ruolo specifico e altamente specializzato nell’accompagnare persone, famiglie, imprenditori e imprenditrici in scelte patrimoniali complesse, con un approccio integrato e personalizzato, anche attraverso soluzioni competitive per la gestione della liquidità aziendale”.
La sua clientela è trasversale. Chi fa impresa rappresenta spesso il profilo per cui la consulenza esprime al meglio il proprio valore, perché vive ogni giorno decisioni che coinvolgono l’azienda. Tuttavia attorno all’imprenditore o all’imprenditrice c’è sempre un nucleo familiare, ci sono progetti, fragilità, responsabilità ed equilibri da preservare. Lo stesso vale per chi esercita la libera professione, che oggi più che mai ha bisogno di una persona capace di leggere non solo il presente, ma anche ciò che potrà accadere domani. “In questi casi non si tratta soltanto di amministrare un patrimonio, ma di interpretare esigenze più ampie e spesso interconnesse, è proprio nella capacità di dare risposte coerenti anche a bisogni complessi che si misura la qualità della consulenza”.
Secondo Andrea, uno degli errori più frequenti nasce proprio dal contesto economico degli ultimi anni. Da oltre un decennio le persone vengono, spesso, orientate nelle loro scelte, più dall’emotività generata dall’informazione, oggi rapidissima anche a causa dei social media, che da una corretta interpretazione dello scenario. È qui che, a suo avviso, si producono le conseguenze più dannose: patrimoni che crescono meno di quanto potrebbero nel tempo, liquidità lasciata improduttiva troppo a lungo su conti correnti o strumenti di brevissimo termine, eccesso di vendite di strumenti di lungo periodo, provocati dalla paura, si pensi ad esempio a ciò che è accaduto dal 2020 – la pandemia, ad oggi. “Il mio ruolo è stato portare equilibrio, metodo e visione, aiutando il/la cliente a compiere scelte coerenti, scelte che hanno determinato continuità e valore del patrimonio, malgrado la drammaticità degli eventi”.
“Non è un’attività che si esaurisce con una proposta iniziale, ma è un rapporto continuo, basato sulla fiducia. Gli incontri possono essere programmati oppure nascere da una necessità specifica, ma ciò che conta davvero è esserci, rispondere in modo puntuale e accompagnare le persone nelle decisioni importanti. Oggi più che mai, le persone hanno bisogno di una guida per affrontare le complessità che le investono quotidianamente, anche con la possibilità di “rallentare”. Chi mi offre oggi questa opportunità? Chi può davvero aiutarmi a mantenere e rivalutare il patrimonio nel tempo? Come faccio a delegare, e quindi a fidarmi? Il mio lavoro è dare risposte a queste domande di fondamentale importanza”.
Anche il digitale ha trasformato profondamente il modo di lavorare e di restare vicini alla clientela. “Oggi abbiamo strumenti che ci permettono di mantenere un contatto ancora più immediato ed efficace: videochiamate, email, messaggi. Utilizzo anche comunicazioni mirate per informare su temi molto attuali, come la cybersicurezza, che è diventata una delle principali preoccupazioni anche alla luce della crescente diffusione delle truffe informatiche”.
Accanto alla trasformazione digitale, si inserisce il tema dell’intelligenza artificiale, che Ninivaggi considera una risorsa importante, purché rimanga uno strumento al servizio della relazione. “Banca Generali è una realtà all’avanguardia e ci mette a disposizione strumenti evoluti come Copilot. L’intelligenza artificiale è molto utile, soprattutto nella comunicazione, nell’organizzazione del lavoro e nel marketing, ma non può sostituire la capacità di comprendere davvero le persone. L’ascolto, la sensibilità e la lettura dei bisogni della clientela restano elementi centrali della consulenza”.
Parallelamente all’attività professionale, Andrea è attivo nella Compagnia delle Opere Marche Sud, di cui è socio dal 2014. Un’esperienza che vive anzitutto come occasione di relazione e confronto. “Mi aspetto relazioni vere, confronti di qualità, occasioni in cui imprenditori, imprenditrici, professionisti e professioniste possano condividere difficoltà, prospettive e visioni. Un luogo in cui le sinergie e il dialogo diventano eccellenze. In questo ambito mi rendo disponibile a partecipare e a contribuire grazie alle mie competenze, alla capacità di ascolto e alla visione di lungo periodo”.
In definitiva, il filo rosso che attraversa tutta la sua esperienza è la continuità del rapporto con la clientela e il senso di responsabilità che questo comporta. “Dico sempre che il patrimonio non si tutela con l’improvvisazione, ma con l’esperienza, con il metodo e con un costante affiancamento alla persona”. In trentatré anni di attività, è proprio questo che ha fatto la differenza, soprattutto nei momenti più delicati.