Educare costantemente al bene

“Educare costantemente al
bene: da ciò che sta accadendo a Genova e in Liguria un contributo di
riflessione su persone, istituzioni e progetti”

Offriamo un contributo di giudizio
firmato CdO Liguria sulle recenti notizie di cronaca che hanno interessato la
nostra regione.

“Le nostre genti hanno sempre avuto un profondo rispetto per il fare e per il valore che dal fare
deriva. Rispetto poi alla fatica e al valore creato da altri o con gli altri, comprese quindi le risorse
pubbliche, sentiamo nostro un approccio ancora più attento.


E’ un rispetto che è nella nostra tradizione. La nostra è una terra dura ma che, allo stesso tempo,
scatena le menti. Una cosa piccola, sconnessa, pendente e mal servita ma affacciata e rivolta
all’infinito. Ecco, quindi, il frutto della nostra consapevolezza comune: la fatica di quelle
generazioni che hanno trasformato le nostre colline e i nostri monti, a suon di pietre e muri a
secco, riverbera ancora nelle nostre ossa e rende forte il nostro sguardo. Riverbera nel pensiero
pragmatico, e al contempo innovativo e di visione, di quelli tra noi che hanno vissuto
intensamente questo mondo, magari partendo per mare o dando vita a tante buone realtà ed
imprese, con grande intuito e realismo.


Anche la cronaca giudiziaria di questi giorni andrebbe letta alla luce della parte migliore del
nostro bagaglio e del nostro saper fare, innovare e riflettere.


Nelle vicende attuali sono coinvolte persone e istituzioni di primaria importanza per la nostra
società. Contestualmente sono in atto dei progetti pubblici fondamentali per il nostro territorio,
sostenuti da risorse che non andrebbero sprecate. Ma prima di ogni altra cosa esiste un popolo,
il suo bene e il valore del suo stare, e fare, insieme.


E’ quindi ragionevole e naturale per noi pensare che il bene stia – anche – nel rispetto delle
persone verso le istituzioni e nel rispetto delle istituzioni verso le persone; ciò contribuisce in
modo determinante allo sviluppo di progetti buoni.


Il punto essenziale per noi è dunque questa propensione al “rispetto reciproco”. La storia
recente ci dimostra come la possibilità di questa reciprocità derivi anzitutto dal cuore e dalla
coscienza del popolo. Le persone rispettano le istituzioni – e quindi il loro ruolo e le loro funzioni – se sono sostenute e volute da una comunità che ha a cuore il proprio destino. D’altro canto,
le istituzioni comprendono il senso e la misura del rispetto, vero e non solo formale, delle
persone all’interno della medesima dinamica.


Tutto è dunque concatenato e prende origine dal nostro modo di vivere insieme. Se il popolo
affronta la propria avventura umana come una cosa bella e tremendamente seria, allora questa
reciprocità è possibile.


Quanto accade può farci dubitare della credibilità di un sistema ma non dobbiamo fermarci a
ciò; dobbiamo cogliere una prospettiva di lavoro, di rilancio.


Potremmo infatti ridurre il tutto al solo dibattito sui particolari di cronaca ma, piuttosto che
sostituirci alle istituzioni e investigare i meandri dei mille dettagli fattuali, preferiamo cogliere
questa sfida.


Questa prospettiva di affetto al destino può aiutare, anche, a non disperdere quanto di buono
e utile per il futuro viene dal nostro passato, remoto e recente: dal muretto a secco all’avvio
delle grandi opere che ci attendono (la diga foranea di Genova e il terzo valico, solo per fare
alcuni esempi); dalle piccole, medie e grandi imprese ed opere sociali, che curiamo e viviamo
quotidianamente, alla propensione ad educare costantemente al bene – e quindi anche al bene
comune – le nostre menti innovative, realiste e vivaci.


In questo senso un primo invito a noi tutti è quello di partecipare lì8 e 9 giugno, alle elezioni
amministrative dei comuni grandi e piccoli della nostra Regione e alle elezioni europee.”

Compagnia delle Opere Liguria – Genova, 30 maggio 2024