Assemblea Generale CDO: gli interventi di Bernhard Scholz

Introduzione

Con l’audacia del realismo è un titolo forte, soprattutto in mezzo alla crisi che stiamo vivendo. L’abbiamo scelto perché abbiamo visto che ci sono tante persone, imprese e opere sociali che stanno di fronte alla realtà in tutta la sua difficoltà e tutta la sua drammaticità. Non si arrendono, ma cercano di trovare proprio in quella realtà ardua, complicata e a volte percepita come avversa, quel punto dal quale è possibile ripartire, riprendere un lavoro, cambiare approccio, creare qualcosa di diverso e possibilmente di nuovo. Abbiamo visto persone che affrontano senza remore i problemi della propria azienda, che aprono appena possibile prospettive ai giovani, che costruiscono una propria professionalità in mezzo a tante avversità, che chiudono la propria azienda senza rancore o che aprono una nuova attività senza false illusioni. Spesso l’uso della parola “realismo” intende sottolineare un limite che impedisce l’avverarsi di un desiderio, di un’ambizione. È come se la realtà venisse vissuta come un freno, o un limite. Ma c’è chi vive la realtà in modo diverso: con il desiderio di conoscerla e di esplorarla per scoprire il bene che ci può dare.

È possibile avvicinarsi alla realtà della propria vita, delle relazioni con gli altri, alla propria realtà lavorativa e imprenditoriale, alla realtà sociale, con un’apertura di fondo, ascoltando, osservando, per trovare quel punto prezioso che ci permette di riprendere, ripartire, ridestare il nostro impegno. In un momento dove tutta la vita sociale sembra oscillare fra ribellione e rassegnazione, è decisivo riproporre l’esperienza di un realismo che sa accogliere la realtà così come si presenta, per trasformarla, cambiarla, rendendola passo per passo più prossima alla nostre esigenze di bene e di giustizia. Un tale realismo si esprime in un’audacia che – come dice l’etimologia della parola – vuol dire “osare”, dire “tendere verso”, “desiderare con intensità”. Non è spericolatezza, ma capacità di lasciarsi provocare dalle circostanze e di rispondere con tutto se stessi.

Il realismo stesso si propone come sollecitazione al coraggio, all’intraprendenza, all’audacia, appunto.

Oggi vogliamo comprendere meglio questo realismo, capire meglio l’origine e la ragionevolezza dell’audacia. Perché ci interessa ridestare in noi una posizione umana che ci permetta di vivere e di lavorare all’altezza del momento storico che ci è chiesto di vivere. Lo faremo attraverso le domande arrivate nelle ultime settimane proprio in preparazione di questa assemblea.
Nel corso della sua storia la CDO ha sempre voluto e vuole lavorare insieme a tutte le persone, istituzioni e associazioni disponibili ad una tale collaborazione per poter contribuire con la propria identità ed esperienza al bene dei paesi in cui siamo presenti. È sempre un grande onore per noi che tante persone e associazioni partecipino alle nostre iniziative, nazionali e locali. Ringrazio quindi di cuore per la loro partecipazione alla nostra assemblea il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e il Presidente della Legacoop, Giuliano Poletti. Voleva partecipare anche il presidente di Rete Imprese Italia e di Confartigianato Giuseppe Guerrini. Ma per un contrattempo imprevisto non ha potuto venire e mi ha pregato di portarvi il suo saluto.

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