“Una scelta consapevole per una giustizia più giusta” | Referendum Costituzionale del 22 e 23 marzo 2026

Il 27 febbraio alle ore 21.00 presso l’Auditorium Leone XIII (Via Leone XIII 12, Milano), è stato organizzato un incontro pubblico tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il Presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso. Un appuntamento pensato come occasione di approfondimento e confronto tra posizioni diverse, che rappresenta il primo di una serie di iniziative analoghe promosse dalle Cdo territoriali e dai centri culturali, con l’obiettivo di contribuire a un dibattito pubblico informato e non ideologico su un tema centrale per la vita democratica del Paese.

Come Compagnia delle Opere sentiamo la responsabilità di andare al centro dei contenuti della riforma, evitando letture ideologiche o contrapposizioni sterili. Il nostro obiettivo è favorire un dialogo serio e leale tra le ragioni del Sì e quelle del No, perché solo un confronto autentico consente un pieno discernimento. È proprio in quest’ottica che sosteniamo l’incontro che vedrà il dialogo tra due figure di primissimo livello come il Sottosegretario Alfredo Mantovano e il Professor Enrico Grosso. Non abbiamo interesse per le polemiche ma per la comprensione: creare spazi in cui posizioni diverse possano confrontarsi è a nostro avviso, un contributo essenziale alla qualità della vita democratica del Paese” – ha dichiarato alcune settimane fa  Andrea Dellabianca, Presidente nazionale Cdo.

L’iniziativa rientra nel calendario dei confronti pubblici organizzati nelle settimane precedenti il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo 2026.

Il referendum riguarda una proposta di modifica costituzionale dell’ordinamento giudiziario, spesso chiamata Riforma Nordio, con al centro la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e l’introduzione di un nuovo sistema disciplinare.

In questo senso, l’evento del 27 febbraio è stato concepito come confronto pubblico diretto tra le due posizioni principali nel dibattito referendario: favorevole alla riforma (Sì) e contrario (No), con l’intento dichiarato di favorire una riflessione informata e non ideologica sui contenuti della proposta costituzionale.

 

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