Durante l’evento del 17 aprile alla Sala delle Accademie della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, si è tenuta la seconda edizione di “Milano, fine dei giochi? Voci e visioni sul futuro della città”, promossa da Tempi in collaborazione con CCL. Una mattinata di confronto dedicata alle grandi trasformazioni del capoluogo lombardo, tra analisi, proposte e testimonianze dal mondo delle istituzioni, dell’impresa, del sociale e della cultura.
Al centro dell’evento sono stati previsti tre panel che hanno affrontato alcuni dei nodi decisivi per il presente e il futuro di Milano: i cambiamenti demografici, il lavoro, la casa e la mobilità; lo sviluppo sostenibile della metropoli; la necessità di un nuovo patto civico per la città.
Tra i relatori il Presidente di Cdo, Andrea Dellabianca, di seguito la nota stampa:
“Anche oggi è emerso come Milano debba crescere, non solo in termini di sviluppo e altezza, ma anche ampliando i propri confini e tenendo insieme tutti gli aspetti che la compongono. Coraggio, visione e responsabilità indicano la necessità di un passo da compiere insieme. La Milano di oggi è frutto di scelte fatte molti anni fa; allo stesso modo, oggi dobbiamo progettare il futuro partendo dal “contenuto” che vive la città: imprese, corpi sociali, persone che lavorano e studiano. Molti di loro sperimentano condizioni di solitudine o difficoltà nelle relazioni e nell’integrazione. Allo stesso tempo, esistono realtà che da sempre contribuiscono allo sviluppo della città e che devono essere nuovamente valorizzate. Il valore sociale dell’impresa è centrale: non solo produce crescita economica, ma contribuisce allo sviluppo umano delle persone e del tessuto sociale. Allo stesso modo, le realtà sociali hanno anche un valore economico. Imprese e opere sociali non sono mondi separati, ma interconnessi, e possono generare una sinergia capace di rafforzare il tessuto della città. Perché questo accada, serve capacità politica e visione da parte di chi amministra, insieme al sostegno di esperienze virtuose che possano fungere da connettori per lo sviluppo urbano. Queste esperienze esistono, sia a livello macro sia micro, e sono numerose. È fondamentale partire dai bisogni concreti delle diverse generazioni, costruendo modelli di integrazione che generino comunità positive e aprano possibilità reali per il futuro.”