Fabbrica per l’Eccellenza 2026 I Forum

Il primo Forum che ha aperto il percorso intitolato Cambiamento e continuità: Nuove frontiere per lo sviluppo delle medie imprese si è focalizzato sul tema Coltivare la postura innovativa: mentalità, metodo e lettura del contesto con un affondo su (i) sviluppo di una postura innovativa con uno sguardo ai fattori decisivi e abilitanti; (ii) capacità di cogliere le opportunità esistenti all’interno dell’impresa e nel suo contesto; (iii) approccio sistemico che tenga insieme tecnologia, persone e strategia.

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L’evento ha visto il primo intervento di scenario proposto dal Prof. Tommaso Minola (CYFE, Università degli studi di Bergamo) che ha offerto un’introduzione al tema dell’anno e della giornata, richiamando le sfide e le trasformazioni dell’attuale contesto imprenditoriale che la maggior parte delle imprese si trova a fronteggiare e il modo in cui riuscire a raccogliere queste sfide, individuando delle opportunità e facendo leva sulle risorse a disposizione per continuare a garantire lo sviluppo dell’impresa nel tempo. In una fase storica caratterizzata da trasformazioni continue, sistemiche e strutturali—e non più crisi temporanee e settoriali—di fronte a una crescente instabilità geopolitica, disruption tecnologica ed energetica, e complessa questione demografica, le imprese sono chiamate a ripensare a modi nuovi di creare valore, al decision-making in tempi di incertezza e all’identità delle persone. Ad esempio, la globalizzazione mostra nuovi cambi di paradigma con logiche di investimento nelle imprese non convenzionali (vedasi i fenomeni di re-shoring e ancor più friend-shoring) e la costruzione di relazioni tra imprese più diffuse e resilienti (ridondanti per garantire flessibilità).

In questo contesto, sono proprio le imprese di medie dimensioni quelle che, non giovando delle economie di scala delle grandi imprese e non godendo del medesimo livello di flessibilità delle piccole imprese, si trovano a competere fronteggiando delle tensioni che spingono le organizzazioni a mettere in campo nuove azioni (es. sostenibilità-compliance, competitività-etica, esplorazione-focalizzazione). Sfide esterne e tensioni interne stimolano un cambiamento di postura dell’impresa e delle sue persone, che risuona molto con il concetto di orientamento imprenditoriale che si compone di innovatività, proattività e propensione al rischio, come capacità individuali che possono essere imparate, coltivate e incoraggiate. Le imprese possono abbracciare un metodo per stimolare questa mentalità propria di una postura innovativa. Prendendo spunto dal dibattito sull’imprenditorialità come disciplina, sono state presentate due esemplificazioni: il metodo scientifico e l’effectuation. Il primo approccio, basato sulla causalità, prevede che le persone propongano delle ipotesi e possano poi svilupparle e testarle con un chiaro obiettivo di innovazione; il paradigma dell’effectuation, invece, sottende i principi del pragmatismo e dell’agilità, partendo dalle risorse a disposizione (chi sono, chi conosco) per esplorare diverse strade per innovare.

L’intervento si è concluso con un affondo sull’intero percorso di Fabbrica per l’Eccellenza 2026, che affronta la tensione tra cambiamento e continuità con l’obiettivo di comprendere cosa guida lo sviluppo dell’impresa, approfondendo le tematiche dell’innovazione, della crescita, della gestione e della governance.

A seguire, ha preso luogo il dialogo di condivisione delle esperienze imprenditoriali attraverso gli interventi di Benedetto Lonato (LCA Studio Legale) e Daniele Lombardo (TeamSystem). Ruggero Spagliarisi (Aedes), che ha moderato il dialogo, ha portato una riflessione iniziale a partire dall’esperienza della sua azienda oggi, dove il tema della continuità è fondamentale per il futuro dell’impresa.

L’esperienza di LCA racconta di un’innovazione “scomoda” in un settore tradizionale in un contesto di impresa con una governance complessa (280 persone tra avvocati, commercialisti e collaboratori a supporto, con una struttura azionaria che vede 40 executive shareholders che hanno responsabilità manageriali di gestione di team, dipartimenti e budget) che si pone come un’associazione professionale che si interfaccia con le imprese come clienti. Nel loro ambito, dove il capitale umano è la risorsa preponderante e intensiva, si richiede di investire in innovazione sociale e tecnologica. Il socio stesso è il cliente interno che chiede un’innovazione che metta al centro la persona e la sua cura e che porti i decisori a interrogarsi sulla propria postura come una sfida visto il rischio di turnover elevato che si osserva nel settore. Sul fronte tecnologico, l’intelligenza artificiale viene usata come supporto all’intelligenza legale come un’intelligenza aumentata che si rivela uno strumento di produttività non trascurabile. Dal suo punto di vista, innovare significa “mettersi in moto verso un cambiamento necessario”.

Il caso di TeamSystem, che ha ospitato l’evento nella sua nuova sede e che, come ha raccontato Ruggero Spagliarisi nella sua introduzione, ha ottenuto dei risultati notevoli (12% di crescita del fatturato, 20% di crescita dei clienti), ha sottolineato come durante le wave di trasformazione del modello di business dell’impresa, la crescita è stata segnata dall’innovazione guidata da una cultura organizzativa permeata da un “virtuoso disordine” e un mindset imprenditoriale che cercando di stimolare a tutti i livelli organizzativi. L’idea sottostante consiste nel pensiero che l’intrapreneurship fiorisce dove c’è un certo grado di serenità nel fallire e dove si instaurano meccanismi di delega per cui si lascia autonomia nel modo con cui raggiungere gli obiettivi prefissati. L’intelligenza artificiale rappresenta una wave guidata dalla richiesta dei clienti, dove emerge una polarizzazione tra le applicazioni su attività a basso valore aggiunto (quale, la contabilità) e altre ad alto valore aggiunto (come la capacità di derivare indicazioni e implicazioni dall’analisi di grandi moli di dati). In sintesi, la definizione di innovazione che ne emerge è “l’abilità di capire con la propria sensibilità come creare valore”.

Invito alla sperimentazione

Nel pomeriggio, il laboratorio guidato dal Prof. Claudio Dell’Era (Politecnico di Milano) ha richiesto ai partecipanti di iniziare un lavoro sulla concezione e sul significato che l’innovazione ha per loro, rispetto al mercato e pensando al futuro della propria impresa. Partendo dall’etimologia della parola design (de-signare = dare senso) e l’invito a pensare a una metafora, l’innovazione viene definita come un “differenziale rispetto a un sistema di riferimento”. Attraverso un esempio dal settore del gaming, il confronto tra Playstation, Xbox e Wii mette in luce come si renda vincente l’innovazione che è capace di dare un nuovo significato al prodotto, di “ri-semantizzarlo” e riuscire così a fare un “reframing” di quel prodotto o servizio. La Wii non si posiziona come gioco in cui tu diventi qualcun altro che non potrai mai essere (che è invece il significato sottinteso in chi gioca con Playstation e Xbox), ma vivi l’esperienza di gioco insieme ad altri. L’esercizio di non pensare solo a “cosa” innovare, ma “perché” innovare diventa il motore per investire in un’innovazione che sia radicale e trasformativa dell’impresa e, in taluni casi, del settore; che non si concentri sul servire meglio il mercato, ma anche nell’individuare un mercato preciso a cui rivolgersi con il nuovo significato che quel prodotto o servizio innovato porta con sé.

La capacità di osservare i propri clienti è un’arma a doppio taglio: se da un lato ti può aiutare a scorgere le loro esigenze in modo proficuo e quindi a innovare per servire meglio quei clienti, dall’altro rischia di impedire di guardare fuori dal “frame” tradizionale in cui ci si trova, limitando le opportunità di fare un’innovazione di significato. Con questa consapevolezza, ogni partecipante è stato invitato ad annotare

quale significato del prodotto/servizio che ciascuno offre risulta dominante nel mercato;
in che modo l’offerta della propria impresa si differenzia dai competitor, agli occhi dei clienti;
quali nuovi significati proporrà l’impresa e quali sono i fattori decisivi che spingeranno il cambiamento.

Questo primo esercizio si è rivelato anche un invito a proseguire questo lavoro con altre persone nella propria azienda, scegliendo un peer con cui replicare l’attività, raccontandola e confrontandosi rispetto a quello che l’attività evoca nell’ascolto dell’altro.

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