9 luglio | Il valore che nasce dall’impresa e dalla cooperazione

Orizzonti comuni, oltre 120 imprenditori alla cena estiva di Compagnia delle Opere Emilia e Cdo Bologna

Alla Casa di Fausta un confronto sul valore che nasce dall’impresa e dalla cooperazione. Presentato anche il prossimo Meeting di Rimini

Oltre 120 imprenditori, professionisti e rappresentanti del tessuto economico emiliano hanno partecipato ieri sera alla tradizionale cena estiva di Compagnia delle Opere Emilia e Compagnia delle Opere Bologna, ospitata alla Casa di Fausta, nella splendida cornice di Villa Mirella Freni a Modena. Un appuntamento che ha saputo coniugare relazioni, confronto e prospettive, mettendo al centro il tema “Orizzonti comuni. Cosa genera valore per le persone e il territorio?”.

Momento centrale della serata è stato il dialogo tra Alessandro Chiesi, vice presidente di Chiesi Farmaceutici, e Chiara Ricciardelli, presidente della cooperativa sociale La Venenta, moderato da Emmanuele Forlani, direttore nazionale di Compagnia delle Opere. Un confronto intenso che ha evidenziato come mondi solo apparentemente diversi – quello della multinazionale e quello della cooperazione sociale – condividano la medesima responsabilità di generare valore attraverso il lavoro, la capacità di costruire relazioni e l’attenzione alla persona. Un dialogo che ha offerto ai presenti spunti concreti sul significato dell’impresa come fattore di sviluppo non soltanto economico, ma anche umano e sociale.

Ad aprire la serata è stato il saluto di Erio Bagni, presidente di Aseop, che ha accolto gli ospiti nella sede della Casa di Fausta, realtà che rappresenta un importante punto di riferimento per l’accoglienza e la solidarietà sul territorio modenese, sottolineando il valore di iniziative capaci di mettere in rete esperienze imprenditoriali e sociali.

Tra i partecipanti anche Claudia Torre, direttrice di Compagnia delle Opere Liguria, e Fabrizio De Luca, direttore di Compagnia delle Opere Roma, a testimonianza del carattere nazionale dell’iniziativa e della volontà di rafforzare il dialogo tra le diverse realtà territoriali del network associativo.

La serata si è conclusa con la presentazione del prossimo Meeting di Rimini. Emmanuele Forlani ha introdotto i principali temi che caratterizzeranno l’edizione 2026 della manifestazione, invitando i presenti a considerare il Meeting come un luogo privilegiato di incontro, dialogo e costruzione di nuove prospettive per il mondo dell’impresa, della cultura e della società.

«Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questa serata e quanti ogni giorno contribuiscono, attraverso il proprio lavoro, a costruire una comunità più forte e più consapevole – ha dichiarato Andrea Sita, presidente di Compagnia delle Opere Emilia –. Il dialogo di questa sera ha mostrato come l’impresa possa essere davvero generativa: non solo un luogo in cui si produce valore economico, ma uno spazio capace di creare relazioni, prendersi cura delle persone, dialogare con gli stakeholder e contribuire concretamente alla crescita del territorio e del bene comune.

La responsabilità sociale dell’impresa non si esaurisce nelle iniziative rivolte all’esterno, ma inizia all’interno delle nostre aziende ed è alla portata di tutti: dobbiamo iniziare a concepire l’azienda come un luogo educativo  nel quale le persone imparano il valore della collaborazione, il rispetto reciproco, la qualità del lavoro e il senso di appartenenza a una comunità. Un’impresa che investe nella crescita umana e professionale dei propri collaboratori genera infatti un impatto positivo che si riflette nelle famiglie, nelle comunità e nell’intera società.

Occasioni come questa dimostrano che il valore nasce dall’incontro tra persone, esperienze e responsabilità condivise. Il lavoro resta il motore dello sviluppo del nostro territorio, un bene prezioso per la comunità di oggi e un investimento concreto per il mondo che verrà. Per questo desidero ringraziare Alessandro Chiesi, Chiara Ricciardelli ed Emmanuele Forlani per il prezioso contributo, lo staff di Cdo Emilia e Cdo Bologna per l’organizzazione della serata, Aseop per l’ospitalità e tutti i partecipanti che, con la loro presenza, rendono possibile costruire occasioni autentiche di confronto e crescita.»

Sulla stessa linea anche l’intervento del presidente di Compagnia delle Opere Bologna, Augusto Bianchini, che ha sottolineato il significato dell’iniziativa condivisa con Cdo Emilia come occasione per rilanciare una visione del lavoro centrata sulla persona. Richiamando il quarantesimo anniversario di Compagnia delle Opere e l’intuizione originaria di don Luigi Giussani, Bianchini ha evidenziato come il lavoro non possa essere ridotto a una dimensione esclusivamente economica, ma rappresenti un’esperienza di crescita personale, sociale e di costruzione del bene comune. Ha quindi ricordato i contenuti del Manifesto del Buon Lavoro, promosso da Cdo nel 2024, sottolineando come le nuove domande emerse nel mondo del lavoro rendano sempre più centrale il bisogno di riscoprirne il significato. Citando anche un recente studio di Unioncamere, il presidente di Cdo Bologna ha evidenziato come le imprese che investono nelle relazioni con collaboratori, territorio e comunità siano oggi quelle maggiormente capaci di generare valore condiviso. «È proprio nell’incontro tra profit e non profit – ha concluso – che prende forma un modello di impresa generativa, in cui la persona torna a essere il vero centro dello sviluppo economico e sociale».

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