Intervista a Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo
Il contesto internazionale resta caratterizzato da incertezze geopolitiche e tensioni sui mercati. Quali sono i principali rischi, ma anche le opportunità, per le PMI italiane? Guardando ai prossimi anni, quali saranno le caratteristiche delle PMI che avranno successo?
L’incertezza, è vero, può frenare per prudenza o paura, ma le imprese e l’economia italiana hanno dimostrato di saper resistere e rafforzarsi anche di fronte ai rischi imprevedibili. Per questo sono sempre fiducioso. Il rischio vero, però, sarebbe rimanere fermi di fronte a un mondo che accelera e cambia velocemente. Nei prossimi anni la competizione si giocherà sulla capacità di innovare, ridurre la dipendenza energetica, attrarre competenze e internazionalizzarsi. Avranno successo le PMI capaci di investire, crescere dimensionalmente e consolidarsi sui mercati esteri, senza rinunciare alla flessibilità e alla qualità che distinguono il Made in Italy. Come Banca dei Territori siamo e resteremo al fianco delle imprese, offrendo strumenti e competenze per gestire i rischi e cogliere le nuove opportunità.
Quali segnali osservate dai vostri clienti: prevale un atteggiamento prudente o una nuova spinta agli investimenti? Qual è il messaggio che si sente di dare agli imprenditori in tema di investimenti?
Dall’osservatorio della Divisione Banca dei Territori, che segue un milione e duecentomila imprese, sia piccole individuali che di taglia medio grande, e dai nostri incontri con più di 1.500 imprenditori solo nel primo trimestre dell’anno, abbiamo constatato entrambe le cose. C’è prudenza, ed è comprensibile, perché energia, tassi, tensioni geopolitiche e commercio internazionale rendono più difficile programmare. Ma è emersa anche una forte volontà di investire per restare competitivi. Per questo il messaggio che mi sento di dare agli imprenditori è di non rinviare gli investimenti strategici. Perché chi investe oggi in innovazione, tecnologia e sostenibilità non risponde soltanto alle sfide del presente, ma costruisce le basi per essere più competitivi domani
ESG, digitalizzazione, innovazione: sono realmente leve che facilitano il credito o restano fattori ‘accessori’?
Sono elementi sempre più centrali nella misurazione della competitività e della capacità di crescita delle imprese. Sebbene i fondamentali finanziari restino la base della valutazione bancaria, la capacità di ridurre i rischi e prosperare nel tempo è sempre più determinante. Un’impresa che investe in efficienza energetica, tecnologie digitali, crescita dimensionale, è un’impresa che riduce rischi, migliora produttività, rafforza la propria competitività, diventa più resiliente. Come Banca dei Territori affianchiamo le PMI in questo percorso con credito, consulenza e strumenti dedicati come gli S-Loan, che premiano il raggiungimento di target ESG. Grazie a un modello di advisory unico, inoltre, oggi abbiamo esteso anche alle PMI la possibilità di crescere con operazioni di finanza straordinaria. L’impegno è concreto: dal 2020 abbiamo erogato circa 13 miliardi di euro per operazioni di finanza strutturata con oltre 40 operazioni tra M&A e IPO. Inoltre, dal 2020 a giugno 2026 abbiamo erogato più di 142 miliardi alle PMI, di cui 17 miliardi per la sostenibilità (Abbiamo un dato più recente?). Quindi sì: questi investimenti facilitano l’accesso al credito perché rendono l’impresa più preparata, più resiliente e più sostenibile nel medio periodo.
Che ruolo gioca la relazione di lungo periodo tra banca e impresa? Come si sta evolvendo il ruolo della banca passando da erogatore di credito a partner strategico?
Il rapporto tra banca e impresa non può basarsi solo sui numeri di un bilancio o su una singola richiesta di credito. Oggi gli imprenditori necessitano di un interlocutore che conosca la loro azienda, ne comprenda gli obiettivi e sia in grado di accompagnarli nelle scelte più importanti. In quest’ottica la relazione di lungo periodo diventa fondamentale: Intesa Sanpaolo è diventata nel tempo il partner di riferimento nelle decisioni di crescita delle imprese. È un lavoro di squadra continuo per creare valore duraturo sul territorio dove operano le imprese, contribuendo allo sviluppo delle comunità locali anche tramite iniziative sociali e culturali. Grazie a una rete capillare composta dalle Direzioni Regionali, dalla Direzione Impact per il credito sociale e dalla Direzione Agribusiness, struttura unica in Italia, il Gruppo supporta circa 14 milioni di clienti, ponendosi come pilastro fondamentale per lo sviluppo e la competitività dell’intero Sistema Paese.
Quali sono le principali iniziative che Intesa Sanpaolo ha attivato nel 2026 a sostegno delle PMI?
Quest’anno abbiamo attivato diverse iniziative per sostenere la crescita delle imprese anche valorizzando le nuove misure di incentivo come l’iper-ammortamento 2026, e con il roadshow “Crescere per competere”, abbiamo presentato alle PMI strumenti di finanza straordinaria in genere riservati solo alle grandi corporate imprenditoriali. A gennaio abbiamo firmato un accordo da 1 miliardo di euro con CDP dedicato a microimprese, PMI e Mid-Cap per investimenti, innovazione, capitale circolante e filiere. Inoltre, abbiamo lanciato il piano ZES 2.0 insieme a Confindustria e al Dipartimento per il Sud mobilitando 60 miliardi di euro per il Mezzogiorno. Siamo pionieri dell’innovazione, quale prima banca europea ad aver firmato un accordo con BEI ed ESA per erogare fino a 300 milioni di credito alle aziende della Space Economy. Infine, continuiamo a sostenere le startup e le eccellenze del Made in Italy con il programma “Up2stars” — includendo missioni internazionali come in Silicon Valley per attrarre investitori esteri — e confermiamo il nostro impegno per l’eccellenza e l’inclusione attraverso i programmi “Imprese Vincenti” e “Women Value Company” (in collaborazione con la Fondazione Bellisario per l’imprenditoria femminile).
Il vostro programma “Imprese Vincenti” è diventato un punto di riferimento per valorizzare le eccellenze italiane. Qual è oggi il suo obiettivo principale e quali caratteristiche rendono un’impresa ‘vincente’?
“Imprese Vincenti” è nato per raccontare e valorizzare il meglio del tessuto produttivo italiano, ma oggi il suo obiettivo va oltre la celebrazione delle eccellenze: vogliamo accompagnare le PMI nei percorsi di crescita, creando occasioni di confronto e condivisione di buone pratiche. Un’impresa vincente non è semplicemente quella che ottiene buoni risultati economici. È un’azienda capace di guardare al futuro, investire nelle persone, innovare i processi, aprirsi ai mercati internazionali, contribuendo alla crescita delle comunità in cui opera. È questo il modello di impresa che vogliamo continuare a sostenere e mettere in evidenza.
Se dovesse sintetizzare in una parola la sfida delle PMI nel 2026, quale sceglierebbe?
“Trasformazione.” È la parola che sceglierei per sintetizzare la sfida delle PMI nel 2026. In questo contesto non basta adattarsi al cambiamento, ma cogliere le opportunità che esso offre per creare valore nel lungo periodo. Perché il mercato nei prossimi anni non premierà chi aspetta che l’incertezza passi, ma chi avrà il coraggio di trasformarla in vantaggio competitivo.