II Forum di Fabbrica per l’ Eccellenza | “Crescere dall’interno: espansione, delega e maturazione dell’impresa”

Il 16 giugno il secondo Forum di Fabbrica per l’Eccellenza si è svolto a Cadoneghe, in provincia di Padova, da UNOX. Una giornata di lavoro, visita e confronto dentro una delle realtà industriali italiane che meglio raccontano cosa significhi crescere senza perdere il proprio centro.

Fabbrica per l’Eccellenza è il percorso promosso da Cdo e dedicato alle medie imprese italiane che desiderano affrontare le grandi sfide dello sviluppo attraverso il confronto tra imprenditori, manager, professionisti e docenti universitari. Non un semplice ciclo di incontri, ma una learning community: un luogo in cui le aziende aprono le porte della propria “fabbrica” per condividere esperienze, domande, buone pratiche e tentativi, mettendo a tema innovazione, digitalizzazione, cura delle persone, capacità di stare sul mercato e leadership.

Obiettivo

Il secondo Forum intitolato “Crescere dall’interno: espansione, delega e maturazione dell’impresa” si è focalizzato su (i) la generazione di valore attraverso la crescita interna dell’impresa; (ii) un approccio organico alla crescita attraverso la professionalizzazione; (iii) approccio sistemico che includa tecnologia, persone e strategia.

 

Contenuti

Il forum si è aperto con la presentazione dell’azienda a cura di Sabrina Arcaro (Chief Marketing Officer di UNOX) che ha dialogato con i partecipanti, iniziando a fornire alcuni primi elementi caratterizzanti la crescita di UNOX: costante, organica, superando anche i periodi di crisi come quella (di origine finanziaria) del 2008 e quella (legata alla pandemia) del 2021. Puntando su una produzione integrata, con lungimiranza sulle componenti chiave, costruendo un’innovazione di prodotto e di processo molto orientata alla ricerca e sviluppo sapientemente bilanciata tra investimenti interni e collaborazioni specialmente con le università, investendo nell’innovazione commerciale con una forza vendite fatta di chef assunti direttamente dall’impresa, UNOX si è trasformata da una “multinazionale tascabile” a un’impresa internazionalizzata che oggi vede circa il 90% del fatturato provenire dall’estero. Le persone sono sicuramente una delle risorse chiave, dove attrattività e retention si alimentano anche grazie alle certificazioni, in Italia e nelle filiali estere (UNOX vanta la certificazione “Great Place to Work”).

A seguire la visita aziendale ha dato l’opportunità di osservare alcuni aspetti della “UNOX city”. Attraverso i boulevard e le aree di lavoro, si è potuto respirare l’importanza di una produzione integrata, con una cura degli stakeholder, dai collaboratori ai trasportatori nell’Area Logistica, che dimostra uno dei concetti che poi sono stati maggiormente approfonditi nel prosieguo della giornata, l’approccio “lean”.

 

Durante il resto della mattinata, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di approfondire ulteriormente il tema della crescita attraverso il dialogo di condivisione dell’esperienza imprenditoriale di UNOX con Chiara Franzolin (Chief Operations Officer e Azionista di UNOX) e Alberto Zerbinato (Amministratore Delegato di ICI, membro del board di Fabbrica per l’Eccellenza) che ha facilitato il dialogo. Attraverso le tappe fondamentali della storia di UNOX, il dialogo ha fatto emergere come l’innovazione sia un punto saliente per guidare la crescita di un’impresa, purché si costruisca un percorso coerente nel tempo. Chiara Franzolin ha enfatizzato come siano stati vincenti l’allineamento di un prodotto innovativo (con un’innovazione continua per un prodotto che ha in ogni sua versione un ciclo di vita di 3-4 anni) con un modello di business che favorisse l’accelerazione dell’ingresso e consolidamento nel mercato dei ristoranti e pasticcerie (citando Chiara Franzolin, puntando alla “signora Maria”) e un ecosistema digitale che facilitasse l’usabilità del prodotto in modo scalabile.

Sul mercato, UNOX ha portato una nuova figura di venditore, cosiddetto “active marketing chef”, che non si limita a promuovere il prodotto ma si impegna in una dimostrazione di esperienza, cucinando insieme al ristoratore/pasticcere i propri piatti. Chiara Franzolin ha sottolineato più volte l’importanza del feedback come modalità per raccogliere in modo efficace le esigenze dei clienti e mettere a punto un’organizzazione lean che, a cascata, ha facilitato una riorganizzazione dei processi e ha anche portato alla creazione di una nuova impresa che offre un servizio di consulenza sulla lean production. In UNOX, lean non significa semplicemente efficienza e riduzione dei costi, ma implica una filosofia di gestione dell’impresa, oltre l’operatività. L’obiettivo è liberare risorse per nuove attività che creano valore per il cliente. Questa postura si traduce poi nelle scelte di integrazione, prevedendo una modalità diversa di ingegnerizzare lo sviluppo di prodotto in modo che l’implementazione dell’innovazione sia rapida e flessibile, nonché nell’impostazione di sistemi di indicatori “lagging” e “leading”, nella relazione con il cliente, nella gestione delle risorse umane a cui viene data “ownership”, ovvero responsabilizzazione e autonomia decisionale, e nella cultura del feedback.

 

Invito alla sperimentazione

Nel pomeriggio, il laboratorio guidato da Eda Fetahu (innovation manager, Le Village by CA Triveneto) ha permesso ai partecipanti di cominciare un lavoro e una riflessione sulla crescita tramite un approccio lean startup, basato sul metodo proposto da Eric Ries (autore del libro “The Lean Startup” del 2011, edito da Penguin Books). L’esercizio iniziato durante il laboratorio prevede un approccio iterativo attraverso tre fasi: Costruire, Misurare e Imparare. Queste fasi di lavoro prevedono di partire da ipotesi semplici, seppur rischiose, che Eda Fetahu ha suggerito come punto di partenza (minimum viable product = MVP) per mettere in gioco “un’idea parcheggiata in un cassetto” e iniziare a testarla. Uno dei punti focali di questo metodo consiste nel raccogliere dati che validino le assunzioni fatte in partenza, imparando da ciò che funziona ma anche da ciò che non funziona, ad esempio capendo perché il mercato non desidera quel prodotto, quel servizio o quella funzionalità specifica. Dall’apprendimento seguono delle decisioni chiare: andare avanti, fermarsi o cambiare. Quest’ultima scelta, quella del pivot, è spesso ciò che aiuta a fare innovazione, talvolta mettendo in discussione le ipotesi iniziali e avendo la volontà e l’abilità di prendere un nuovo corso per lo sviluppo dell’idea di partenza. La discussione durante il laboratorio ha fatto emergere la sfida della scelta delle variabili

Attraverso questo approccio, Eda Fetahu ha sottolineato l’importanza di sviluppare l’impresa mediante una postura all’innovazione, aperta a quella che ha definito “innovazione adiacente”, che deriva dall’uso di risorse, strutture e strumenti di impresa per costruire un prodotto o servizio laterale rispetto a quanto già in essere. Inoltre, l’approccio lean startup consente di sviluppare l’innovazione in modo rapido, aiutando a garantire un’accelerazione per riuscire a introdurre novità più velocemente rispetto ai competitor.

Come ha sottolineato Tommaso Minola (CYFE, Università di Bergamo) in chiusura, il Forum ha permesso di fare una riflessione rispetto al fil rouge della giornata, guardando alla crescita attraverso alcune chiavi di lettura tra loro correlate: da una parte, la velocità di messa sul mercato del prodotto, fattore critico di successo, come mostrano i lead time dei prodotti di UNOX e come enfatizzato da Eda Fetahu durante il laboratorio; dall’altra parte, l’approccio lean, come paradigma per adottare un metodo scientifico per innovare rapidamente e quindi crescere; infine, emerge in generale come questi elementi siano parte di una postura che si può imparare e coltivare, a livello individuale e a livello organizzativo, con una visione che mette al centro la persona per beneficiare l’impresa. L’invito è quello di procedere con questa sperimentazione, portando una riflessione rispetto ai contenuti della giornata e una ripresa dei lavori del laboratorio dopo averli portati nella propria impresa.