Milano, 4 febbraio 2026 – In vista del referendum confermativo in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 sulla riforma costituzionale della giustizia, nota come riforma Nordio, Compagnia delle Opere propone una riflessione articolata sui temi al centro del dibattito pubblico, raccolta nel manifesto “Una scelta consapevole per una giustizia più giusta”.
Per Compagnia delle Opere, una giustizia autenticamente “giusta” è una giustizia che, pur perseguendo i reati e accertando le responsabilità, salvaguarda sempre la dignità della persona, il diritto di difesa e la presunzione di innocenza. È una giustizia fondata sull’equilibrio dei poteri, sulla terzietà e sull’imparzialità del giudice, e che rifiuta ogni deriva giustizialista o ideologica nell’esercizio dell’azione penale.
In questo senso, la separazione delle carriere – insieme alla previsione di due CSM autonomi e di un’Alta Corte disciplinare esterna – mira a rafforzare la terzietà del giudice e a favorire una reale parità tra accusa e difesa all’interno di un sistema processuale di tipo accusatorio. L’indipendenza della magistratura, tanto giudicante quanto requirente, non viene compromessa, ma anzi può risultare rafforzata da una distinzione più chiara e trasparente delle funzioni. La separazione delle carriere rappresenta quindi un primo passo verso un equilibrio più maturo del sistema democratico e può favorire un cambiamento di mentalità, nella magistratura e nella società. È l’avvio di una possibile rivalutazione complessiva del sistema, che dovrà proseguire sul piano organizzativo e istituzionale.
Anche l’introduzione del sorteggio per la composizione dei CSM, pur presentando elementi di criticità, appare oggi un rimedio plausibile alla degenerazione del sistema correntizio che negli anni ha inciso profondamente sul funzionamento dell’organo di autogoverno della magistratura e sulla fiducia dei cittadini.
Cdo è consapevole che la riforma Nordio non esaurisce né risolve tutte le problematiche del sistema giudiziario italiano e che molto dipenderà dalle leggi di attuazione che il Parlamento sarà chiamato ad approvare. Tuttavia, di fronte all’alternativa tra il mantenimento dello status quo e l’avvio di un percorso di riforma, la scelta del SÌ appare la più ragionevole e responsabile. Nella convinzione che la ricerca di un modello ideale non debba diventare un alibi per l’immobilismo, Compagnia delle Opere invita a cogliere l’occasione del referendum come un primo passo verso una giustizia più equilibrata e più rispettosa dei diritti.
In questo contesto, Compagnia delle Opere sostiene un confronto pubblico serio e qualificato sul merito della riforma. In questa direzione si colloca l’incontro in programma il prossimo 27 febbraio alle ore 21.00 presso l’Auditorium Leone XIII (Via Leone XIII 12, Milano), che vedrà dialogare il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il Presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso. Un appuntamento pensato come occasione di approfondimento e confronto tra posizioni diverse, che rappresenta il primo di una serie di iniziative analoghe promosse dalle Cdo territoriali e dai centri culturali, con l’obiettivo di contribuire a un dibattito pubblico informato e non ideologico su un tema centrale per la vita democratica del Paese.
“Come Compagnia delle Opere sentiamo la responsabilità di andare al centro dei contenuti della riforma, evitando letture ideologiche o contrapposizioni sterili. Il nostro obiettivo è favorire un dialogo serio e leale tra le ragioni del Sì e quelle del No, perché solo un confronto autentico consente un pieno discernimento. È proprio in quest’ottica che sosteniamo l’incontro che vedrà il dialogo tra due figure di primissimo livello come il Sottosegretario Alfredo Mantovano e il Professor Enrico Grosso. Non abbiamo interesse per le polemiche ma per la comprensione: creare spazi in cui posizioni diverse possano confrontarsi è a nostro avviso, un contributo essenziale alla qualità della vita democratica del Paese” – dichiara Andrea Dellabianca, Presidente nazionale Cdo.
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