Como 2025: Turismo in ascesa, industria sotto pressione – la sfida dell’innovazione per un’economia resiliente

APPROFONDIMENTO FINANZIARIO a cura di Francesco Megna

L’economia della provincia di Como nel 2025 si presenta come un sistema dinamico ma attraversato da tensioni strutturali. Dopo due anni segnati da forti oscillazioni dei mercati globali, l’area lariana entra nel 2025 con alcune conferme positive, trainate soprattutto dal turismo, ma anche con difficoltà crescenti nel comparto industriale, storicamente il pilastro del tessuto produttivo locale.

Il primo elemento da segnalare è il mercato del lavoro, che nel corso del 2025 mostra un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni. Nei mesi centrali dell’anno si registrano circa ventimila nuove assunzioni contro quasi diciannovemila cessazioni, con un contributo decisivo di alberghi, ristorazione e servizi turistici. Il Lago di Como continua infatti a esercitare una forte attrattività internazionale, sostenuta da un posizionamento sempre più legato al turismo esperienziale, agli eventi e alla fascia medio-alta della domanda. La ripresa dei flussi esteri e la crescente capacità ricettiva, in particolare negli segmenti extra-alberghieri e di lusso, offrono un sostegno importante al mercato interno e ai servizi.

Il quadro cambia se si passa al manifatturiero. La tradizionale vocazione industriale comasca, fondata sul tessile, sulla meccanica e su produzioni ad alto contenuto di artigianalità, nel 2025 affronta un contesto meno favorevole. Tra aprile e giugno la produzione industriale provinciale segna una lieve contrazione, con un calo vicino all’uno per cento, accompagnato da una riduzione degli ordini. A pesare sono la debolezza della domanda europea, la volatilità delle materie prime e un generalizzato aumento dei costi operativi, che penalizza soprattutto le piccole e medie imprese. L’utilizzo degli impianti scende verso il sessanta per cento, con scarti significativi tra le aziende più strutturate, che mantengono un livello più elevato, e le realtà sotto i cinquanta addetti che faticano maggiormente.

La fotografia del 2025 racconta quindi un territorio che cresce, ma a velocità diverse. Il turismo continua a rafforzarsi e diventa, di fatto, il principale motore dell’economia locale. Il commercio e i servizi collegati ai flussi turistici mostrano vitalità e capacità di adattamento. Al contrario, l’industria soffre una fase congiunturale complessa, aggravata da margini che si comprimono e da una competizione sempre più globale. La Provincia di Como mantiene comunque indicatori economici superiori alla media nazionale, ma la distanza si riduce rispetto agli anni più forti.

Le imprese reagiscono puntando su digitalizzazione, formazione e internazionalizzazione. Progetti di innovazione di processo, investimenti in macchinari più efficienti e iniziative legate alla sostenibilità ambientale diventano leve fondamentali per preservare competitività e sbocchi esteri. Il settore manifatturiero, pur sotto pressione, sta attraversando un processo di trasformazione che potrebbe generare nuovi equilibri nei prossimi anni.

Un tema centrale resta quello della qualità del lavoro. Sebbene il saldo occupazionale sia positivo, molte cessazioni derivano ancora da contratti temporanei, in particolare nei servizi e nella ricettività. La sfida per il 2026 sarà favorire maggiore stabilità contrattuale, soprattutto in un contesto in cui le imprese chiedono competenze tecniche e digitali sempre più specializzate.

Nel complesso, il 2025 conferma l’immagine di un’economia comasca resiliente, sostenuta da un turismo ormai stabilmente a livelli internazionali, ma esposta a fragilità in ambito produttivo. L’esito del biennio successivo dipenderà dalla capacità delle imprese di investire, innovare e diversificare i mercati, e dalla forza del sistema territoriale nel valorizzare un modello di crescita equilibrato, meno dipendente dalle stagionalità e più orientato a un’economia integrata tra industria, servizi e nuove filiere tecnologiche.

A cura di Francesco Megna, responsabile commerciale banca