Como, economia in tenuta nel primo semestre 2026: export, turismo e innovazione sostengono il territorio

APPROFONDIMENTO FINANZIARIO a cura di Francesco Megna

L’economia della provincia di Como ha chiuso il primo semestre del 2026 mostrando una buona capacità di tenuta, pur in un contesto internazionale ancora caratterizzato da incertezza geopolitica, volatilità dei mercati e rallentamento della crescita in alcuni dei principali Paesi europei. Il territorio conferma la propria vocazione manifatturiera ed esportatrice, sostenuta dalla qualità delle produzioni e dalla presenza di imprese fortemente orientate ai mercati esteri.
Il settore industriale ha registrato un andamento nel complesso positivo, anche se con differenze tra i vari comparti. Le aziende del tessile e della seta hanno continuato a confrontarsi con una domanda internazionale altalenante, mentre la meccanica di precisione, la lavorazione dei metalli e la componentistica hanno beneficiato della ripresa degli ordinativi provenienti da alcuni mercati europei e nordamericani. Restano invece più prudenti gli investimenti delle imprese, frenati dall’incertezza sul quadro economico internazionale e dall’evoluzione dei costi energetici.
L’export continua a rappresentare uno dei principali punti di forza dell’economia comasca. Le imprese hanno dimostrato una notevole capacità di adattamento, diversificando i mercati di destinazione e compensando il rallentamento di alcune economie con una maggiore presenza in altri Paesi. La competitività delle produzioni locali rimane elevata grazie alla qualità, all’innovazione e alla specializzazione.
Sul fronte del lavoro, il mercato occupazionale si è mantenuto stabile. La disoccupazione resta contenuta e molte imprese continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale qualificato, soprattutto nei profili tecnici, nella meccanica, nell’informatica e nelle attività legate alla trasformazione digitale. Questa carenza di competenze rappresenta uno dei principali limiti alla crescita di numerose aziende.
Il comparto turistico ha confermato il proprio ruolo strategico per il territorio. Il Lago di Como ha continuato ad attrarre un elevato numero di visitatori italiani e stranieri, sostenendo alberghi, ristorazione, commercio e servizi. L’elevata attrattività internazionale della destinazione ha contribuito a mantenere vivace l’economia locale durante tutto il semestre, con ricadute positive anche sull’occupazione stagionale.
Anche il mercato immobiliare ha mostrato segnali di buona tenuta. La domanda di abitazioni nelle località lacustri e nelle aree più richieste della provincia rimane sostenuta, favorita dall’interesse di investitori italiani e internazionali. Sul fronte delle imprese, invece, la crescita degli investimenti immobiliari produttivi procede con maggiore cautela, anche a causa del costo del credito ancora relativamente elevato.
I consumi delle famiglie hanno evidenziato un andamento moderatamente positivo. La progressiva stabilizzazione dell’inflazione ha favorito un recupero del potere d’acquisto, anche se permane un atteggiamento prudente nella gestione del risparmio e nelle decisioni di spesa per i beni durevoli.
Le imprese comasche stanno inoltre accelerando gli investimenti nella digitalizzazione, nell’automazione dei processi produttivi e nella sostenibilità ambientale. L’adozione di nuove tecnologie viene considerata uno strumento indispensabile per mantenere elevata la competitività sui mercati internazionali e fronteggiare la crescente concorrenza.
Nel complesso, il primo semestre del 2026 si chiude per l’economia della provincia di Como con un bilancio favorevole. La solidità del tessuto imprenditoriale, la forte vocazione all’export, il contributo del turismo e la capacità di innovazione hanno consentito al territorio di affrontare efficacemente un contesto economico ancora complesso, creando basi incoraggianti per la seconda parte dell’anno.

A cura di Francesco Megna, responsabile commerciale banca