Cdo in prima persona: storie di appartenenza a Compagnia delle Opere

Ci sono storie che, più di tante definizioni, spiegano che cos’è Compagnia delle Opere: relazioni che sostengono, domande chiarite insieme, fiducia che nasce dal cammino comune. Da qui nasce il progetto Cdo in prima persona: una serie di racconti realizzati con gli associati, in cui prende forma il significato concreto dell’appartenenza a Cdo.

Imprenditori e professionisti raccontano Compagnia delle Opere Milano, a partire dal legame che li unisce alla nostra storia associativa, caratterizzata da un metodo fondato sull’incontro, confronto e responsabilità condivisa, capace di sostenere ciascuno nella propria responsabilità professionale e imprenditoriale.

Come ha sottolineato Piergiorgio Orsi, Presidente di Cdo Milano:

“La Compagnia delle Opere, già dal suo nome, racchiude un significato che va oltre la semplice logica di sostegno professionale o di rete settoriale tra imprenditori e lavoratori. Essa rappresenta un luogo umano e ideale, dove la persona e il suo lavoro trovano un punto di unità, un ambito in cui l’attività professionale diventa espressione concreta di un percorso personale e condiviso.

Un esempio eloquente di questa visione è la mostra presentata al Meeting di Rimini 2025, dal titolo “Ogni uomo al suo lavoro”. Un titolo che sintetizza con forza il cuore della proposta: ogni persona è chiamata a riconoscere e vivere nel lavoro un’occasione di crescita, di responsabilità e di costruzione di sé e del bene comune”.

“Raccontare questa esperienza non è cosa semplice, perché la Compagnia delle Opere non è soltanto un’organizzazione o una rete associativa, ma un tessuto di relazioni e testimonianze. Per questo motivo, abbiamo pensato di narrarla attraverso alcune esperienze significative di associati che, con le loro storie e il loro impegno quotidiano, renderanno concreto ciò che spesso le parole da sole non riescono a dire.

In queste testimonianze emergerà più immediata la natura della Cdo: un’associazione che si fonda su un criterio ideale e su un’amicizia operativa […]”.

Cdo in prima persona è un piccolo atlante di appartenenze: racconti che partono da un bisogno reale, attraversano la vita dell’impresa e approdano a ciò che, in Cdo, viene riconosciuto come una differenza di metodo e di sguardo.

Nei racconti ritornano parole chiave, quasi fossero una firma: relazione, condivisione, confronto, rete, amicizia, accoglienza, fiducia, realtà. C’è chi descrive Compagnia delle Opere come un “generatore di relazioni”, chi parla di “amicizia operativa”, chi afferma che “non è il classico network, ma una condivisione di valori” che entra nella quotidianità attraverso pranzi, gruppi, amicizie e percorsi di confronto.

I racconti insistono su un punto decisivo: in Cdo la solidarietà smette di essere un principio e diventa un fatto visibile.

Le storie sono fatte di episodi semplici eppure rivelatori. C’è la libertà di condividere non solo i successi, ma anche le fragilità, le domande e le fatiche che scandiscono la quotidianità spesso solitaria di ogni imprenditore. C’è chi ha trovato in Compagnia delle Opere persone “affezionate a quello che stai facendo” e questo, per chi guida un’impresa, è descritto come “un grande sollievo”.

Ci sono parole dette in un momento decisivo che lasciano un segno duraturo. Un consiglio semplice e diretto, come “vai avanti, non ci sono strade dietro di te”, nel tempo diventa un criterio e una guida quotidiana.

C’è la fiducia che nasce quasi naturalmente tra persone che condividono un percorso, fino a gesti apparentemente banali, come affidare le chiavi della propria auto a un altro associato.

C’è chi ha cercato un confronto esterno per leggere la propria realtà da un’altra prospettiva e, grazie a questo, ha riscoperto la stima per ciò che stava costruendo, con la convinzione che “vale la pena rimettere in gioco tutte le nostre forze, perché un’azienda non è nient’altro che un’opera”.

Anche nei passaggi più delicati, come il ricambio generazionale, emerge un tratto distintivo del metodo della Compagne delle Opere:In Cdo non mi sono state offerte soluzioni, ma mi sono state chiarite le domande”. Un’esperienza associativa che, come è successo a uno degli intervistati, diventa un vero e proprio manifesto scritto sui muri dell’azienda: compagnia, opera, lavoro.

Infine, c’è un’immagine che attraversa più racconti: la crescita come frutto di condivisione. La consapevolezza che ciò che si impara, ciò che funziona, ciò che si scopre nel lavoro non è fatto per essere trattenuto, ma condiviso. Perché è così che l’esperienza di uno diventa risorsa per molti.

Come ricorda ancora Piergiorgio Orsi:

“La Compagnia delle Opere è un luogo in cui l’incontro tra le persone genera valore, e dove il lavoro diventa non solo mezzo di sostentamento, ma espressione di vocazione e di costruzione di un bene per tutti.”

La prima storia: Antonio Baldissarri

Il primo video che presentiamo è quello di Antonio Baldissarri, presidente della cooperativa sociale Cidiesse, che si occupa di reinserimento sociale e lavorativo di adolescenti e giovani adulti con trascorsi difficili.

Il suo racconto si apre con un episodio che restituisce il peso che caratterizza certe storie. Una ragazza cresciuta in un contesto di forte marginalità, passata dal carcere minorile Beccaria e inserita nel percorso di avviamento al lavoro della cooperativa come elettricista, viene assunta da un’azienda che produce carrelli elevatori per ambienti a rischio di esplosione.

Un giorno il datore di lavoro scende in officina e chiede, con tono severo: “Chi ha cablato questo carrello?”. Lei si fa avanti: “L’ho cablato io”. La risposta è un riconoscimento pieno: “Prendete esempio di come si lavora da questa ragazza”.

Oggi è caposquadra, ha preso la patente e si è comprata un’auto. Ogni tanto torna a trovare chi l’ha accompagnata.

Dentro questa storia c’è tutto: il realismo della fatica, la dignità del lavoro, la possibilità del riscatto. Ma soprattutto la consapevolezza che l’impresa possa essere un luogo di umanità.

Baldissarri racconta che cercava “un network legato ai nostri valori” e che la sorpresa è stata trovare in Cdo un confronto “molto utile, anche per verificare noi stessi”.

Quando prova a riassumere l’essenza diCompagnia delle Opere, Baldissarri sceglie tre parole: “condivisione, solidarietà e amicizia”.