In questo episodio emerge uno dei tratti significativi di Compagnia delle Opere: la capacità di generare relazioni dalle quali può nascere qualcosa di utile per tutti.
Armando Giudici, considera l’associazione uno strumento oggi indispensabile: un luogo libero nel quale confrontarsi con altre esperienze imprenditoriali, condividere anche difficoltà e domande e trovare nuove opportunità professionali. Ma è soprattutto una proposta culturale, ispirata alla dottrina sociale della Chiesa, che introduce un modo diverso di concepire il lavoro.
Per descrivere Cdo sceglie tre parole: rete, sviluppo e accoglienza. Rete, per la capacità di mettere in relazione le persone; sviluppo, perché da questi incontri nascono concrete occasioni di crescita; accoglienza, perché l’associazione sa fare spazio ai bisogni e alle criticità degli imprenditori.
Questa capacità si è manifestata anche durante la pandemia, negli incontri online chiamati “Un caffè su Zoom”. Quando un’imprenditrice attiva nel turismo raccontò di aver perso il novanta per cento del fatturato, alcuni associati provenienti da settori diversi si mobilitarono per aiutarla a individuare nuove opportunità di business. La solidarietà diventava così un fatto concreto.
È anche attraverso esperienze come questa che Armando ha scoperto il valore di un networking orizzontale. Non si tratta soltanto di incontrare qualcuno interessato al proprio prodotto o servizio, ma di entrare in relazione anche con realtà lontane dal proprio settore, capaci di arricchire lo sguardo e generare possibilità impreviste.
Per questo l’“amicizia operativa” non è uno slogan astratto, ma un criterio che entra nel lavoro quotidiano. È la capacità di trasformare relazioni, incontri e amicizie in iniziative concrete: proprio come quel pranzo in cui una spesa da eliminare si trasformò in un’opportunità condivisa.