Competenza, sinergia e innovazione: il commercialista guarda al futuro della professione

Locandina intervista Nicola Paoletti

Nicola Paoletti, Dottore Commercialista di “seconda generazione”, racconta l’evoluzione del suo lavoro e del territorio in cui vive.

Accompagnare chi fa impresa e chi esercita la libera professione nelle scelte strategiche, trasformando la consulenza in uno strumento di crescita. È questa la missione che guida Nicola Paoletti, 35 anni, Dottore Commercialista, da sempre convinto che il valore della professione si misuri nella capacità di affiancare le imprese non soltanto negli adempimenti ordinari, ma anche nelle decisioni che riguardano organizzazione, pianificazione e sviluppo. Il suo legame con la professione nasce ben prima dell’iscrizione all’Albo, e ancor prima del praticantato: già durante l’università, tra il 2012 e il 2013, frequenta Commercialisti e Associati srl Stp, lo studio di Monte San Giusto di cui il padre è socio, e vi collabora durante l’estate, ponendo le prime basi di un percorso che lo accompagnerà negli anni successivi e che lo rende, di fatto, parte della seconda generazione di professionisti dello Studio. Dal 2015 entra pienamente nell’attività professionale e nel gennaio 2017 si iscrive all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Macerata e Camerino, specializzandosi in controllo di gestione, finanza agevolata e terzo settore. Oggi guarda con particolare interesse all’innovazione e alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, convinto che il futuro della professione sarà sempre più orientato alla consulenza strategica.

Il suo percorso parte da lontano. Dopo gli studi classici si iscrive a Economia e Commercio e proprio durante gli anni universitari matura la convinzione di seguire le orme del padre. “Mio padre scherza dicendo che non ha neanche provato a convincermi di intraprendere questa strada, ho fatto tutto da solo”. Una scelta tutt’altro che scontata, se si pensa che il fratello gemello ha intrapreso una strada completamente diversa ed è oggi un ingegnere che vive e lavora in Canada.

Dopo una breve esperienza presso un altro studio, all’inizio del praticantato torna a Monte San Giusto e inizia il proprio percorso professionale partendo dalle basi. “Come tutti, sono partito da pane e contabilità“, racconta. Negli anni si specializza negli aspetti più aziendalistici della professione, approfondendo l’analisi di bilancio e il controllo di gestione, fino a frequentare un master a Milano.

Un momento importante del suo percorso coincide con la scomparsa prematura di uno dei soci che seguiva il mondo delle associazioni e del terzo settore: Nicola decide di raccoglierne l’eredità professionale, sviluppando una competenza specifica in un ambito particolarmente complesso. “Colleghi e colleghe mi chiamano spesso per confrontarsi su queste tematiche. La verità è che ci sono più incertezze che certezze, ma con l’esperienza si acquisiscono strumenti e conoscenze”.

La crescita all’interno di una struttura articolata come Commercialisti e Associati gli ha permesso, nel tempo, di confrontarsi con professionalità differenti, in un contesto che ha sempre puntato sull’integrazione delle competenze tra i diversi ambiti professionali. Una squadra capace, secondo Nicola, di rispondere alle esigenze della clientela in maniera completa, mettendo a fattor comune conoscenze tecniche diverse invece di lasciarle isolate nei singoli specialismi.

Negli ultimi tempi una parte importante del suo impegno è dedicata all’intelligenza artificiale. Ha recentemente concluso un corso specifico e, insieme a colleghi e colleghe, sta sperimentando diverse applicazioni pratiche. “Per me l’intelligenza artificiale è soprattutto uno strumento di supporto alla consulenza: la uso per sviluppare piccoli programmi, applicazioni e strumenti di lavoro che ci aiutano a semplificare e automatizzare i processi più ripetitivi, lasciando alle persone il compito più importante, quello di analizzare i dati e prendere le decisioni”. Un approccio che Nicola applica quotidianamente affidandosi alle diverse piattaforme di intelligenza artificiale oggi disponibili. “Le tratto come se fossero un’assistente: spiego dove voglio arrivare, definiamo insieme un piano di lavoro e procediamo passo dopo passo. Prima si perdeva tempo cercando formule su internet o guardando video su YouTube: oggi ci si può concentrare sull’obiettivo e lasciare alla macchina la parte più tecnica, valorizzando il tempo per ciò che conta davvero”.

La professione del commercialista, secondo Nicola, è cambiata profondamente negli ultimi dieci anni perché è cambiato il contesto economico. “Prima del Covid c’era una certa continuità. Poi sono arrivate la pandemia, i conflitti internazionali, i rincari energetici, e tutto è diventato molto più imprevedibile”.

Di fronte a uno scenario sempre più complesso, il ruolo del Commercialista assume per Nicola un significato diverso. “Nel lavoro di tutti i giorni vedo quanto sia importante costruire per tempo un sistema di monitoraggio che permetta di avvantaggiarsi, evitando così di ritrovarsi a rincorrere le emergenze. Gli strumenti di controllo vanno predisposti con anticipo, perché danno il tempo di valutare con lucidità e di intervenire prima che la situazione diventi critica. Bisogna fermarsi, capire cosa sta succedendo, agire con anticipo: quando ci si muove soltanto perché si sente odore di bruciato, il più delle volte è già tardi”.

Guardando al futuro, Nicola immagina uno studio sempre più vicino alle aziende e sempre meno concentrato sugli aspetti meramente amministrativi. “La contabilità resterà una base indispensabile, ma non sarà più il centro del nostro lavoro. I dati continueranno a essere raccolti, ma serviranno soprattutto per supportare decisioni aziendali più consapevoli. Mi immagino studi capaci di sviluppare strumenti operativi, applicazioni e sistemi di monitoraggio da condividere con la clientela. Il tempo risparmiato grazie all’automazione potrà essere dedicato a ciò che rappresenta il vero valore del Commercialista: interpretare i numeri, individuare criticità e opportunità, supportare la crescita dell’impresa e accompagnare chi fa impresa nelle decisioni che incidono sui risultati aziendali.”

L’impegno di Nicola per la crescita della professione non si esaurisce nello studio. Fa infatti parte del Consiglio Direttivo dell’UGDCEC (Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) di Macerata e Camerino, un impegno che nasce dalla convinzione che il confronto sia un valore aggiunto per l’intera categoria. Questa stessa vocazione associativa lo ha portato a cercare occasioni di incontro anche fuori dal proprio ambito lavorativo, avvicinandosi alla Compagnia delle Opere Marche Sud. “Mi era stata presentata come una rete di persone, un luogo di confronto e crescita professionale, dove al centro c’è la persona e il rapporto sociale prima ancora del business. È proprio questo spirito che mi ha convinto a esserne parte: prima ancora dei numeri e degli affari, conta la qualità delle relazioni che si riescono a costruire, ed è un’idea in cui credo profondamente”.

Perché, in fondo, il futuro della professione che immagina Nicola Paoletti è fatto proprio di questo: meno adempimenti e più relazioni, meno burocrazia e più capacità di accompagnare imprese e persone nelle sfide del cambiamento.