Fabio Petrone ricorda le origini e immagina il futuro di una realtà al servizio delle comunità.
Ogni mattina decine di operatori e operatrici partono con destinazioni diverse. C’è chi accompagna una persona a una visita medica, chi si prende cura di un’area verde, chi apre uno sportello al pubblico, chi segue un progetto dedicato alle nuove generazioni. Sembrano attività lontane tra loro, ma condividono lo stesso obiettivo: mettere le persone al centro. È da questa idea che nasce e continua a crescere la Cooperativa Sociale Labor, associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud, una realtà che da oltre vent’anni trasforma il lavoro in uno strumento di inclusione, partecipazione e sviluppo del territorio.
La cooperativa nasce nel 2003 da un gruppo di nove giovani accomunati da un’esperienza di volontariato a favore delle persone con disabilità. Nessuno di loro immaginava che quella scelta avrebbe dato vita a una realtà destinata a crescere negli anni. “All’inizio è stata una vera scommessa. Avevamo già un lavoro e nessuno pensava di farne una professione. C’era però la volontà di creare un’opportunità, sia per noi sia per offrire servizi che allora iniziavano a essere richiesti”, ricorda il socio fondatore Fabio Petrone.
I primi passi sono stati concreti e coraggiosi. I nove soci investirono personalmente per acquistare un automezzo destinato al trasporto delle persone con disabilità. Ben presto, però, compresero che l’inclusione non poteva fermarsi all’accompagnamento. “Ci siamo resi conto che l’inserimento non era solo accompagnare le persone, ma soprattutto creare opportunità di lavoro per chi vive una condizione di svantaggio. È stata questa passione per il sociale a guidarci fin dall’inizio”, racconta Fabio.
Da allora Labor ha consolidato la propria presenza tra Abruzzo e Marche, ampliando progressivamente il raggio delle proprie attività. Oggi affianca enti pubblici, associazioni e istituzioni attraverso servizi che spaziano dal trasporto sociale alla manutenzione del verde, dalle pulizie professionali alla gestione di sportelli informativi e alla progettazione e formazione. Ambiti diversi, accomunati da una stessa filosofia: rispondere ai bisogni delle comunità con professionalità, competenza e responsabilità sociale.
La crescita è evidente anche nei numeri. Dai nove fondatori si è passati a una cooperativa composta da 32 persone associate, nove dei quali appartenenti alle categorie svantaggiate, ai quali si affiancano più di 40 persone impiegate nei servizi affidati attraverso gare d’appalto. Un modello organizzativo che “consente di coniugare efficienza e inclusione, garantendo continuità ai servizi e nuove opportunità occupazionali”.
Uno dei pilastri dell’attività della cooperativa è il Servizio Civile Universale. In qualità di ente accreditato, Labor coordina una rete di circa ottanta enti tra cooperative, associazioni, Comuni ed enti pubblici, sviluppando progetti in Abruzzo, Marche, Lazio, Sicilia e Sardegna. Per i ragazzi e le ragazze rappresenta il primo contatto con il mondo del lavoro, ma anche un’occasione di crescita personale e civica.
La stessa attenzione alla persona emerge nei servizi di trasporto sociale, che consentono ogni giorno a cittadini e cittadine anziane, persone con disabilità e utenti in condizioni di fragilità di raggiungere ospedali, centri di cura e servizi essenziali. Dietro ogni viaggio c’è un’idea di assistenza che va oltre la semplice prestazione. “Diciamo spesso che noi non consegniamo pacchi come Amazon. Noi lavoriamo con le persone. Quando accompagniamo una persona anziana, una persona con disabilità o incontriamo chi fa il Servizio Civile, il nostro compito è costruire relazioni umane. È questo che ci distingue”, sottolinea ancora Fabio.
L’impegno della cooperativa si riflette anche nella cura degli spazi pubblici. La manutenzione del verde, i servizi ambientali e le attività svolte per conto delle amministrazioni locali contribuiscono ogni giorno a rendere più vivibili città e paesi, dimostrando come anche un intervento apparentemente tecnico possa generare valore sociale.
Lo sguardo della cooperativa è rivolto anche al futuro. Tra gli obiettivi c’è il consolidamento dell’organizzazione e lo sviluppo di nuovi strumenti per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, valorizzando le opportunità offerte dall’articolo 14 della legge Biagi e promuovendo percorsi dedicati ai/alle disability manager. “Vogliamo continuare a creare opportunità per i ragazzi, per le ragazze e per le persone più fragili. Crediamo che ci siano ancora grandi possibilità per costruire valore sociale insieme alle imprese e al territorio”.
Anche l’innovazione è entrata a far parte del percorso di crescita della cooperativa. “Stiamo investendo nello sviluppo di software e applicativi perché siamo convinti che l’intelligenza artificiale possa aiutarci a lavorare meglio. Nel Terzo Settore c’è ancora un po’ di diffidenza, ma noi vogliamo essere pronti ad affrontare questo cambiamento”, spiega.
Una visione che ha trovato sintonia anche nell’adesione alla Compagnia delle Opere Marche Sud. “Ci ha colpito la voglia di conoscere, innovare e guardare avanti che abbiamo trovato. Pensiamo che sia un ambiente nel quale confrontarsi con altre realtà e continuare a crescere.”
A oltre vent’anni dalla sua nascita, Cooperativa Labor continua così a percorrere la strada tracciata da chi l’ha fondata. Una strada fatta di servizi, professionalità e innovazione, ma soprattutto di persone. Perché, come dimostra la sua storia, la cooperazione trova il suo significato più autentico quando riesce a trasformare il lavoro in relazioni, le relazioni in opportunità e le opportunità in una comunità più inclusiva.