Fabio Ceccarani, Equity Partner di Consulgroup, racconta come oggi siano importanti gli asset immateriali.
Cinquant’anni di consulenza direzionale, migliaia di imprese affiancate e una convinzione maturata sul campo: oggi la competitività di un’azienda non dipende più soltanto dalla qualità del prodotto o dalla forza della struttura produttiva, ma dalla capacità di interpretare il cambiamento. È questa la visione che guida Consulgroup, società di consulenza associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud che proprio quest’anno celebra mezzo secolo di attività, affiancando le piccole e medie imprese nei percorsi di crescita, innovazione e sviluppo strategico.
A raccontarne l’evoluzione è Fabio Ceccarani, Equity Partner della società, manager con una lunga esperienza maturata sia nella consulenza sia alla guida di importanti realtà industriali. Un percorso che oggi mette al servizio delle imprese attraverso attività di advisory strategico, temporary management, operazioni di acquisizione, piani industriali e processi di cambiamento organizzativo.
“La trasformazione che stiamo vivendo è probabilmente una delle più profonde degli ultimi decenni”, osserva Ceccarani. “Le aziende devono affrontare contemporaneamente la rivoluzione digitale, l’ingresso dell’intelligenza artificiale e la crescente attenzione ai temi della sostenibilità. Non basta più introdurre nuove tecnologie: occorre ripensare il modello di business, i processi, l’organizzazione e il modo stesso di stare sul mercato.”
È proprio questa la filosofia che caratterizza l’approccio di Consulgroup. La società opera affiancando direttamente l’imprenditore, l’imprenditrice o il management nella definizione delle strategie, nella loro traduzione in piani operativi e, quando necessario, assumendo anche ruoli manageriali temporanei all’interno delle aziende per accompagnare concretamente l’implementazione dei cambiamenti.
Secondo Ceccarani, negli ultimi cinquant’anni è cambiato radicalmente anche il modo di fare impresa nelle Marche. “Negli anni Settanta e Ottanta il punto di forza era il prodotto. Molte aziende sono nate grazie all’intuizione di persone straordinarie e il problema principale era industrializzare quelle idee. Oggi, invece, il valore si è spostato sul mercato: contano la strategia, il marchio, i brevetti, la capacità di leggere i/le clienti e di organizzare l’impresa in modo coerente con gli obiettivi. Gli asset intangibili pesano molto più di quanto accadesse in passato.”
È una trasformazione, questa, culturale prima ancora che tecnologica. “Molti imprenditori o molte imprenditrici della generazione precedente continuano a pensare che il vantaggio competitivo risieda soprattutto nei capannoni o nei macchinari. In realtà oggi la differenza la fanno la capacità di innovare, la qualità dell’organizzazione e la velocità con cui un’azienda riesce ad adattarsi ai cambiamenti.”
Tra i temi che Consulgroup affronta sempre più frequentemente c’è anche quello del passaggio generazionale. Un processo che, spiega Ceccarani, non riguarda semplicemente il trasferimento delle quote societarie o delle responsabilità operative, ma richiede un percorso di crescita delle nuove generazioni e una diversa cultura della governance.
“Accompagnare chi fa impresa o chi la gestisce significa costruire insieme un percorso che coinvolge tutta l’organizzazione. Non si tratta soltanto di trasmettere competenze, ma di preparare persone e consigli di amministrazione a un modo nuovo di guidare l’impresa.”
L’attività della società si sviluppa da sempre su scala nazionale, affiancando aziende di diverse dimensioni in percorsi di sviluppo, ristrutturazione e crescita in molteplici settori industriali. Accanto ai progetti realizzati per aziende medio-grandi, la società ha maturato una profonda esperienza anche al fianco delle piccole imprese, dove il rapporto diretto con il/la titolare rappresenta un elemento centrale del metodo di lavoro. L’obiettivo è condividere una visione strategica di medio periodo, traducendola al tempo stesso in progetti di miglioramento concreti e misurabili, con risultati raggiungibili nell’arco di sei-dodici mesi. Oggi il team interno opera insieme a una rete consolidata di professionisti/e specializzati/e, dando vita a gruppi di lavoro multidisciplinari costruiti sulle specifiche esigenze della clientela.
Guardando al futuro, Ceccarani individua una priorità precisa: aiutare le imprese a governare il cambiamento invece di subirlo. “La strategia non è un documento che si scrive e si mette in un cassetto. È un processo continuo che deve tradursi ogni giorno nelle decisioni operative. Le aziende che riusciranno a crescere saranno quelle capaci di trasformare il cambiamento in un’opportunità.”
Una visione che spiega anche il recente ingresso di Consulgroup nella Compagnia delle Opere Marche Sud. L’obiettivo, conclude Ceccarani, è “condividere esperienze e competenze con una rete di imprese che guarda all’innovazione come leva di sviluppo, mettendo a disposizione il patrimonio costruito in cinquant’anni di consulenza direzionale”.