Liberi e consapevoli

Locandina intervista

Francesca Perotti ci parla del suo rapporto con un lavoro, quello del commercialista, in evoluzione e a contatto diretto con le aspettative di persone alle quali dà indicazioni e consigli, ogni giorno.

“Se lo immaginiamo come quello di un semplice contabile che controlla cifre e scadenze, il nostro lavoro è in via d’estinzione”. Francesca Perotti, da tredici anni commercialista dello Studio Perotti, associato alla Compagnia delle Opere Marche Sud, dovrebbe aggiungere alle sue tante qualifiche, che vanno da “revisore dei conti” a esperta nel controllo di gestione, in finanza agevolata e nelle crisi d’impresa, quella di “specializzata in sincerità”.

Perché tutta la sua vita professionale, compresa la decisione di accettare nel 2017 l’incarico di Amministratore Delegato del Centro Agroalimentare Piceno, è basata sulla necessità di rendere tutti consapevoli delle proprie azioni. 

“Non nego di essere rimasta affascinata – conferma Francesca – dal modo in cui mio padre gestiva il suo studio, ma comunque ho fatto la scelta di Economia all’università, appunto, consapevole della strada che volevo intraprendere: infatti la mia è una laurea in Economia Aziendale e Manageriale con un’attenzione particolare al diritto d’impresa e un tirocinio alla Camera di Commercio. A proposito di evoluzione del nostro ruolo professionale, siamo noi commercialisti a occuparci di ricorsi in commissione tributaria, perché spesso conosciamo la materia e i suoi, purtroppo, repentini cambiamenti meglio di un avvocato generalista”.

Del suo primo giorno al lavoro ha dei ricordi positivi, “perché avevo già dato una mano a mio padre, certo l’inizio è sempre particolare: fare pratica con il programma utilizzato in ufficio, l’affiancamento per i primi clienti, le prime note, tutto abbastanza familiare ma farlo con cognizione di causa implica una grande responsabilità, che col tempo si riesce a gestire perché cresce la professionalità”.

In studio, Francesca ha caldeggiato l’apertura di un nuovo settore, quello della finanza agevolata che ha, certamente, numerosi aspetti tecnici ma, in sostanza, ha molto a che vedere con i progetti di vita di tante persone che si rivolgono ai commercialisti.

“Dispiace dirlo, ma in tanti sottostimano l’importanza dell’aspetto tributario – continua Francesca – e credo che sia mio dovere essere chiara. È normale che qualcuno pensi che sia sufficiente aprire una partita Iva, ad esempio. Però poi si moltiplicano gli obblighi, c’è bisogno di un serio controllo di gestione e allora la soluzione migliore è dire la verità. Sarà una verità scomoda, ma quando una persona è consapevole è libera, può decidere di andare avanti, cercare di realizzare la propria idea imprenditoriale, magari diversificare la sua attività, ipotesi questa che consiglio sempre, e noi saremo al suo fianco”. 

La programmazione è importante, per pianificare un investimento come per un passaggio generazionale e Francesca ha dimostrato quanto sia vero anche al Centro Agroalimentare Piceno dove, dal 2017, ha iniziato il suo lavoro di Amministratore Delegato che per sei anni consecutivi ha dato quale risultato di gestione un bilancio in attivo: “si tratta di un percorso lungo e molto educativo, per chi come me arriva dal settore privato, in cui la formazione trasversale continua ad essere fondamentale anche adesso”.

In futuro, “il commercialista si occuperà senz’altro di sostenibilità aziendale, direi che il tema è già attuale oggi, perché molti istituti bancari usano questo criterio per sostenere o meno un investimento; l’intelligenza artificiale ci restituirà quel tempo che adesso perdiamo in adempimenti burocratici e ci esenterà dal fornire all’Agenzia delle Entrate tutti quei dati che l’Agenzia ha già e che sarà in grado di desumere da sé: così, esalteremo il nostro valore consulenziale; c’è poi il grande tema del controllo di gestione, che è un argomento “futuro” solo nelle nostre zone, purtroppo, mentre è realtà altrove. L’applicazione di un serio controllo di gestione elimina la maggior parte degli imprevisti per le aziende”.

In piena consapevolezza, perché conosce numerosi componenti del direttivo, Francesca ha aderito alla Compagnia delle Opere Marche Sud, “associazione nella quale incontrerò tante persone, sarà possibile fare rete e contribuire alla crescita del nostro territorio”.

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