Gianmarco Governatori, Alessandro Pierleoni e Federico Marcaccio raccontano uno studio nato dalle relazioni, cresciuto nel dialogo e orientato a un’idea di architettura profondamente umana.
Ci sono studi che nascono da un’idea imprenditoriale e altri che prendono forma da una relazione. COOLSTOODIO Srl, associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria: prima ancora di essere un progetto professionale, è una storia di amicizia.
Gianmarco Governatori, Alessandro Pierleoni e Federico Marcaccio si conoscono da ragazzi, quando l’architettura era ancora un’ipotesi lontana e nulla più. “C’è un’amicizia personale che viene prima di tutto”, racconta Gianmarco: “La professione è arrivata dopo, quasi come una naturale conseguenza.”
COOLSTOODIO nasce ufficialmente nel 2006, ma le sue radici affondano molto più indietro nel tempo. Nel corso degli anni lo studio ha cambiato forma, ha visto persone prendere strade diverse, ma il nucleo è rimasto saldo. “Siamo cresciuti insieme, come persone prima ancora che come architetti”. Ed è forse proprio questa continuità umana a rendere riconoscibile il loro modo di progettare.
Lo studio si occupa di progettazione a 360 gradi: edilizia privata e pubblica, nuove costruzioni, ristrutturazioni, restauro, riqualificazione di edifici esistenti, interior design. Ma ridurre COOLSTOODIO a un elenco di competenze sarebbe limitante. “Per noi progettare non significa solo risolvere una funzione”, spiega Alessandro, “ma mettere le persone nelle condizioni di vivere uno spazio che sentano davvero loro”. L’architettura diventa così un atto di ascolto prima ancora che di progetto.
Il rapporto con il/la cliente è centrale e si fonda su un patto di fiducia.
Spesso il contatto nasce dal passaparola, da chi ha già visto un lavoro realizzato, da una conoscenza personale. “Non imponiamo una visione”, sottolinea Federico, “ma accompagniamo il/la cliente in un percorso condiviso. Le scelte devono essere comprese, non subite”. E capita, in questo dialogo continuo, che siano proprio i clienti e le clienti a spingersi oltre, a proporre soluzioni più audaci di quelle inizialmente immaginate.
All’interno dello studio il lavoro è corale. Ogni progetto viene discusso insieme, coinvolgendo il collaboratore e le collaboratrici, Gianfrancesco, Silvia e Cristina, prima di essere seguito operativamente da uno dei tre in qualità di capo commessa. “Ci confrontiamo continuamente”, raccontano, “e una volta a settimana facciamo il punto su tutto, per capire dove siamo e dove stiamo andando”. Un metodo che unisce visione condivisa e responsabilità individuale, evitando compartimenti stagni e favorendo una crescita comune.
La stessa attenzione si ritrova nella fase di cantiere. Per COOLSTOODIO la direzione lavori non è un passaggio accessorio, ma parte integrante del progetto. “Un buon progetto senza una buona direzione lavori resta sulla carta”, affermano con convinzione. Anche quando le distanze impongono soluzioni alternative, come nel caso di lavori seguiti all’estero, la presenza dello studio non viene meno, trasformandosi in controllo puntuale, dialogo costante, precisione esecutiva.
Accanto all’architettura, nel tempo è cresciuto anche l’interesse per il design e la sperimentazione. Oggetti unici, pensati per singoli progetti, librerie basate su proporzioni matematiche, prototipi nati in momenti complessi come il periodo del Covid. “Il progetto ha sempre due genitori”, spiegano, “il progettista e il committente. Se manca uno dei due, nulla può riuscire davvero.” Oggi questa tensione verso l’innovazione incontra anche l’intelligenza artificiale, utilizzata come strumento di supporto operativo, di analisi e di visione strategica. “Non sostituisce la creatività”, precisano, “ma ci aiuta a guardare più lontano.”
La scelta di aderire alla Compagnia delle Opere Marche Sud si inserisce naturalmente in questo percorso. Non tanto come ricerca immediata di opportunità, quanto come desiderio di relazione. “La nostra professione vive di rapporti umani”, spiegano. “Condividere esperienze, idee, visioni diverse apre strade che spesso non immagini.” È un approccio che richiama il pensiero laterale, la contaminazione tra mondi differenti, la curiosità come motore del lavoro.
Non a caso, l’impegno dello studio si estende anche alla formazione e al sociale, con progetti educativi che uniscono gioco, matematica, creatività e tecnologia. “Ci piace restituire qualcosa”, conclude Gianmarco, “stimolare nei ragazzi la capacità di pensare in modo non convenzionale”, sulla falsariga del Pensiero Laterale di Edward De Bono”. Anche il nome COOLSTOODIO racconta questa filosofia: “Cool” come freschezza, ricerca continua, sguardo aperto; “studio” (con due “o”, un neologismo ispirato alla lingua inglese) come luogo del progetto e del rigore. Un equilibrio tra entusiasmo e metodo, relazione e competenza. In fondo, come dicono loro stessi, “l’architettura è prima di tutto un fatto umano”. E COOLSTOODIO ne è una dimostrazione concreta.