Dalla scuola dell’obbligo ai grandi progetti: la storia di Sandro Santamaria e della Santamaria Srl è un racconto di lavoro, sacrificio e qualità costruita giorno dopo giorno.
C’è chi il lavoro lo sceglie tardi e chi, invece, lo incontra presto. Sandro Santamaria appartiene a questa seconda categoria. A tredici anni, il futuro titolare di Santamaria Srl, azienda associata alla Compagnia delle Opere Marche Sud, aveva già capito che il suo futuro sarebbe passato dai cantieri, dalle mani sporche di fatica e dalla voglia di imparare.
«Avevo appena finito la scuola dell’obbligo e sono andato a imparare il mestiere. Mi piaceva, mi entusiasmava. E quando fai una cosa con entusiasmo, trovi sempre qualcuno disposto a darti fiducia». La fiducia arriva subito, in un’epoca in cui il lavoro non mancava e la parola “apprendistato” significava davvero crescere accanto a chi sapeva fare. Anni lunghi, formativi, vissuti prima ancora di diventare maggiorenne. Poi il servizio militare e, al ritorno, una scelta che segna un confine netto: mettersi in proprio.
«A un certo punto senti che è il momento. Non avevo nulla, se non la voglia di lavorare. Ma quella, credimi, pesa più di tutto il resto». È la fine degli anni Ottanta quando nasce l’attività che porterà il suo nome. All’inizio è una storia di famiglia: prima da solo, poi con il fratello. Pochi mezzi, tanta determinazione. E soprattutto un’idea chiara: non accontentarsi.
«Abbiamo sempre tenuto l’asticella alta. Anche quando facevamo i lavori più semplici, volevamo che fossero fatti bene. La qualità non è una parola astratta, è un’abitudine quotidiana». Negli anni, quella cura diventa metodo. La ditta cresce, si struttura, impara a stare al passo con i tempi. Sandro non smette mai di guardarsi intorno, di andare alle fiere, di osservare cosa cambia. È lì che arriva l’intuizione che segna una svolta.
«Quando ho visto quel materiale innovativo, ho capito subito che poteva fare la differenza. Non era facile, era nuovo, poco conosciuto. Ma io ci credevo». Crederci significa studiare, formarsi, rischiare. Significa anche cambiare ruolo, passare dal cantiere all’ufficio, dal lavoro manuale al rapporto con architetti/e e progettisti/e. Non tutti sono pronti a farlo.
«All’inizio è stata dura. La novità spaventa sempre. Ma piano piano le persone hanno iniziato a capire chi eravamo e come lavoravamo».
Da lì, il passo verso progetti sempre più importanti è naturale. La Santamaria Srl diventa sinonimo di affidabilità, di precisione, di capacità di affrontare lavori complessi senza perdere identità. «Non siamo mai diventati solo “esecutori”. Abbiamo sempre cercato di portare un valore in più, qualcosa che arricchisse il progetto».
Oggi questa impresa artigiana, attiva nel settore delle finiture d’interni ed esterni, con esperienza ormai trentennale nel supporto a professionisti/e, progettisti/e, designer e figure tecniche, lavora a 360 gradi, realizza interventi completi, segue cantieri articolati, anche impegnativi. Cresce, ma senza perdere il legame con le proprie origini artigiane. «Ci siamo evoluti, certo. Ma restiamo una ditta che nasce dal fare, dal saper fare. Le mani contano ancora».
Il tema più delicato, però, è quello del futuro. Non dei lavori, ma delle persone. «Il problema vero è il ricambio generazionale. Trovare giovani che abbiano voglia di imparare questo mestiere non è facile. Non basta studiare, serve spirito di sacrificio». Uno spirito che Sandro lega allo sport, alla sua esperienza da ex calciatore. «Lo sport ti insegna che se vuoi arrivare da qualche parte devi faticare. Questa mentalità l’ho portata nel lavoro. Senza obiettivi, senza movimento, si va solo indietro».
È una visione netta, senza retorica. Come quando parla ai figli, al team, ai collaboratori e alle collaboratrici. «Quando pensi “sto bene così”, in realtà stai già perdendo terreno. Bisogna avere sempre lo sguardo puntato avanti».
In questa logica si inserisce anche la scelta di entrare in Compagnia delle Opere Marche Sud: non per convenienza immediata, ma per relazione. «Conoscere le persone è un’opportunità. Oggi puoi essere bravo quanto vuoi, ma se nessuno ti conosce non vai lontano. Confrontarsi, farsi conoscere, condividere un percorso: per me è questo il valore».
È forse qui che la storia di Sandro Santamaria trova la sua essenza: nella convinzione che il lavoro non sia solo produzione, ma identità. Un percorso costruito nel tempo, fatto di sacrificio, qualità e fiducia. E soprattutto di una certezza che non cambia mai.
«Io ho ancora tanta voglia di dare. E finché c’è quella, il futuro non fa paura».